giovedì 6 giugno 2019

Voce

Molto vero.
Ci penso, ultimamente, anche alla luce di quanto mi sta capitando a livello lavorativo.
Il Filosofo parla della mia "ingenuità" e del fatto che tendo a dimenticare che tutti, tutti, indossano una maschera, almeno finchè, in alcuni casi, non si riesce ad andare oltre.
Vero, anche questo.
Ma ho ritrovato le parole di Ellis, che diceva che alcune delle idee irrazionali più forti nella mente umana sono:

  1. Io essere umano adulto, ho assolutamente bisogno (estrema necessità o esigenza) di venire (sempre) amato, stimato e approvato da tutte le persone signficative  del mio ambiente.
  1. Io devo assolutamente essere sempre perfettamente adeguato, competente e di successo in tutto quello che faccio e sotto ogni aspetto altrimenti sono indegno di valore, valgo poco o niente. 

Ecco. 
Io sono stata cresciuta da una voce che mi diceva che tutto questo era esatto, e che io non avrei mai potuto ottenere davvero il punto 1, perchè non sarei mai stata capace di adempiere al punto 2.
 E' qualcosa che sapevo, ma che tendo anche a perdere di vista dopo un po', essendo parte di me smetto di vederlo e di ricordarlo.
Indossare sempre occhiali gialli, o blu, o rossi, fa sì che tutto assuma una sfumatura gialla, blu, rossa, e dopo un po' ci si abitua e quello diventa il "vero" colore delle cose.

venerdì 31 maggio 2019

la stanchezza. ho scoperto l'acqua calda (e finisce che mi lavo con la fredda).

Sono stanca.
Stanchissima.
Lo so che è un po' il mio leit motiv, ma cavolo..sono davvero MOLTO stanca.
E grazie, ho due figli PICCOLI, perchè in fondo anche il grande è piccolo, ho un lavoro full time fuori casa e lavoro in casa anche, e ho un lavoro che mi fa stare tutto il giorno con bambini piccoli.
In pratica esco di casa e torno a casa e cambiano i rapporti numerici e affettivi, ma ..il livello di stress, di attenzione, di fatica fisica...è moooolto simile con variazioni, ma il tema resta quello.
Al momento la mia vita è solo bambini. Miei, altrui.
E' una vita in cui di notte a volte nel dormiveglia confondo i miei figli e i bambini a scuola.
I miei bambini di scuola hanno dai 3 ai 6 anni (anzi una ne ha 2 e mezzo). E i miei figli 4 e quasi 2.
Mi autogiustifico se nel dormiveglia mi incasino, alle volte, dopo i turni lunghi e il nonstop delle notti in cui Patato col cavolo che dorme.
Mi accorgo, scoprendo l'acqua calda, che questo mi devasta.
Che è il mio primo anno COSI'.
Prima non avevo figli, poi uno, poi ho ripreso a lavorare con due, ma part time e poi era già metà anno scolastico.
Stavolta sono in una scuola pesante, full time, con tutto quello che comporta, e full time in casa, in famiglia. E anche se esiste la mitica babysitter, non è che il peso su di me sia lieve.
E io sono arrivata a fine maggio sdrenata.
Ho ancora un mese di scuola poi sarà per un po' famiglia full time, ma mi sembra una vita.
E so che il mio lavoro non è il chirurgo nè il pompiere, ma io sono sdrenata. Distrutta.
Più mentalmente che fisicamente forse, ma il non staccare mai da questo universo di infanzia è veramente pesante.
E per quanto i figli crescano in fretta, sono ancora piccoli, e ancora finisce che se voglio fare una doccia ne ho sempre (almeno) uno con me, e una volta finito di sistemare e lavare lui...a me resta una veloce sciacquata con acqua fredda e la speranza, a volte mal riposta, di essermi almeno sciacquata tutta.

martedì 30 aprile 2019

cose sparse

1. Da tua madre hai ereditato la dote di considerare improvvisamente sbagliata quasi ogni tua decisione, purchè ormai operativa e irrevocabile.

2. Sei così stanca che a volte ti guardi  allo specchio all'improvviso e dici: "oddio, e chi è sto vecchio in casa mia?"

...we flew to Los Angeles, where I secured a new passport. The picture in my stolen one wasn’t half bad, but in the new one I look like a penis with an old person’s face drawn on it.

(Adoro Sedaris, questa frase mi torna in mente oggi come non mai).

3. Ci sono cose che non puoi dire neanche a tuo marito, perchè pur sapendo anche lui che sei stanca e distrutta e che ogni tanto hai bisogno di sfogarti a caso...poi ti dice che se pensi cose del genere sei più pazza di tua madre. Colpo basso, considerando il disagio psichiatrico grave della stessa.

4. al primo raggio di sole che ti colpisce, se non hai la protezione 50 esplode l'eritema solare, e l'irritazione interiore. Eppure da quando sei mamma vorresti una primavera decente e non questa cosa strana, che tenere i bambini in casa è una tortura medievale (per TUTTI).

5. I tuoi figli crescono velocissimi.
Il grande ha, a voler essere ottimisti, un carattere forte, il piccolo anche, con meno isterismo.
Il grande a 4 anni suonati comincia a non avere più quel bisogno voglia di coccole di prima, anche se le gradisce ancora.
Il piccolo in questo è ancora piccolo, e sei ancora autorizzata anzi invitata a baciarlo e spupattolarlo il più possibile annusandolo come un cane da tartufo.
Con i capelli corti è improvvisamente bimbo grande, insegue il fratello per giocare e per farsi valere e a volte ti sembra che cresca anche troppo veloce.
Sarà l'essere il secondo, che tempra.

6.Cominci a farti domande, e non sai rispondere.

7. Continui a rimandare i controlli e gli esami, sai che non è che se non vedi le cose non ci sono, ma ti nascondi dietro la gestione familiare e lavorativa che ti impediscono di esistere. Il che è vero, ma certe cose dovresti impor(te)le.

martedì 26 marzo 2019

i figli degli altri

I figli degli altri sono più tranquilli. Più posati. Meno incazzosi. meno rompipalle. Più ordinati. Più pettinati. Più obbedienti. Meno fastidiosi coi fratelli.
I figli degli altri luccicano sempre un po'.

A volte mi sembra che i figli degli altri siano così soprattutto perchè..perchè anche le mamme degli altri sono diverse da me: le mamme degli altri hanno figli tranquilli bravi educati obbedienti mai un problema mai un capriccio mai una gelosia mai una pipì addosso.
I loro figli si sono spannolinati da soli a un anno e mezzo e hanno sempre condiviso i loro giochi volentieri con fratelli cugini e sconosciuti che passavano di lì.
I loro figli non dicono cose sgarbate, non fanno capricci, non hanno giornate no, non danno mai neanche una spinta per sbaglio.

O così raccontano.

Io me lo chiedo, se sono io che sbaglio. Che dei miei figli dico il buono, ma anche le rotture di palle e le arrabbiature che mi generano.
Mi sembra di sentir parlare/leggere solo di figli quasi perfetti, con l'unico difetto di essere troppo buoni/remissivi/pacati.
Mi chiedo come mai, mi chiedo se sia la paura di essere giudicate, se sia il pensiero di fare un torto ai figli non lodandoli sempre o se sia la paura di offrire il fianco a critiche altrui.

Non lo so.

Sono davvero pochi i casi in cui senti un genitori dirti che sì, anche i suoi figli a volte qualche cazzata la fanno.
Sono rimasta stupita, pochi anni fa, scoprendo il blog "Vita da papà", perchè l'autore parla di sè e dei suoi figli in maniera normale.
Sarà che lui è un padre, e non una madre, e quindi PUO' essere NORMALE?
Essere un genitore che ama i suoi figli e li vede meravigliosi ma ogni tanto anche un po' rompi e litigiosi e faticosi?

Non lo so. Penso che sulle madri ci sia più pressione, e anche più giudizio: se i tuoi figli rompono, è colpa tua, soprattutto. Tuo marito magari TI AIUTA (altra cazzata, ma non ho il tempo di pensarci ora), ma comunque...sei tu responsabile no?
Forse per questo le madri degli altri hanno figli perfetti? Perchè devono averli?
O forse no. Forse i loro figli sono davvero meglio educati, meno agitati e più pazienti.
Forse sono io che non sono tanto capace.

giovedì 28 febbraio 2019

ci faccio caso

Mi manca, scrivere.
Era il mio hobby, la mia passione anzi, la mia fonte di soddisfazione, di riconoscimenti e, perchè no, di vile ma utile denaro.
mi manca, ma non ho tempo ed energie per farlo.
Ci sono esercizi che mi farebbero tanta tanta gola, come le famose "pagine del mattino", ma non ce la posso fare. Mi alzo alle 6.30, e se non parto per andare ad aprire scuola devo fare le cose di corsa e poi alzare i bambini e poi portarli e poi andare a lavoro e poi...
Però mi manca.
ne ho preso coscienza.
Non è facile neanche avere coscienza di me stessa, ultimamente.
Ci sono stati mesi più neri, in questo senso, in cui mi sentivo davvero rarefatta.
Poi i mesi passano, cioè passano i giorni, che volano, e le settimane dove è sempre lunedì e sempre venerdì e sempre sabato mattina con la piscina e sempre domenica sera con la settimana da gestire.
Mi sembra(va) di andare un po' meglio.
Come se il tempo mi si stesse di nuovo concedendo un po', come se di nuovo ci fossi anch'io.
In realtà...non so. Non è che ci sia uno spazio "io", non ancora.
Lo spazio è il lavoro, e poi i bambini a casa, e poi le cose di casa e di famiglia da fare, e poi le cose da sistemare, di cui occuparsi. e le persone, di cui occuparsi.
Si sono, anzi no ABBIAMO sistemato alcune cose, e nel frattempo altre si sono fatte avanti.
E sempre più spesso mi ritrovo ad avere quattro figli, di cui due di una settantina d'anni.
E sono stanca. E spesso preoccupata. E spesso pure a corto di energie e di pazienza.
Le cose vanno bene, dai. Mi esercito a riconoscere quello che ho, quello che abbiamo, quello che siamo.
Mi esercito, come diceva Vonnegut.
Quando siete felici, fateci caso.
Non so meditare, non ho un dio da pregare, ho la convinzione che sia il caso, se si riesce, di godersi il buono. Quello che c'è.
E di buono ce n'è tanto, ma tanto.
E' mescolato nel casino, mescolato in mezzo al delirio e ai bisogni e alle paure e agli imprevisti brutti.
Sono stanchissima, e devo impegnarmi, per farci caso.
Ma devo farcela. Perchè ci sono troppe cose buone.

martedì 15 gennaio 2019

Nel frullatore tutti insieme (rumorosamente)

Io sono creatura non troppo sociale, soprattutto nei grandi gruppi. Chiacchiero con pochi umani alla volta, per esempio.
Considerando che prima eravamo tre in famiglia e ora quattro, non si arriva a numeri che inibiscano la mia logorrea selettiva: ergo...sto crescendo due figli mooolto amanti della parola.

Topo è direi affetto alle volte da vera e propria diarrea verbale, mi scusino la parola. Non sta zitto quasi mai: capita che parli anche nel sonno. Io mi sveglio, tendo l'orecchio per capire se arriva la chiamata dalla sua stanza...e invece no. Sta dormendo. Solo che disquisisce di qualcosa.
Parla sempre. A volte da solo. Spesso pretende un interlocutore. Il quale magari gli racconti una storia inventata, alla quale lui possa contribuire quando vuole.
Commenta i cartoni animati, il cibo, il traffico, la cacca che sta facendo, i propri pensieri.

Patato...Patato cresce come una piccola sorridente e urlante zucca.
Ripete quasi tutto quello che sente dire, con risultati alterni, spesso molto buffi.
Ormai ha quasi 17 mesi e le parole padroneggiate non sono moltissime, ma le ripete talmente tanto che si addormenta parlando. Quelle che non sa dire le modifica a piacimento e comodo suo, e spesso e volentieri urla direttamente la sua opinione /gioia /rabbia /frustrazione.
Ho davvero due bambini "misurati".

Topo cresce anche lui, tanto. Sarà che lavorando a scuola per me i bambini di 5 anni sono già i miei "grandi", ma lui a quasi 4 già lo vedo un bimbo grande, appunto.
Ama fare "i compiti"(attività varie tipo schede operative, labirinti, colora taglia incolla etc.), arrampicarsi sugli alberi finchè non lo si vede più, le storie...e fare moltissimo casino con gli amici.
Tanto che anche le maestre, che mi conoscono, mi hanno detto che è tanto buono, tanto interessato, tanto autonomo...e tanto rompicoglioni quando ci si mette.
E io lo so.
Oh se lo so.

Patato ama follemente suo fratello, lo insegue gli salta sopra lo bacia e lo prende a sberle (e io qui intervengo, giuro, anche subito. ma lui riesce sempre ad assestargliene un paio belle toste prima che io possa fermarlo). Lo imita in tutti i modi, specialmente nelle cose che l'altro padroneggia e lui ancora no, come le scale, le corse, i salti assurdi.
Il filosofo li osserva bonario mentre si azzuffano o fanno casino insieme, e io sto cominciando ad essere sempre più come lui: finchè non si menano (troppo forte) non intervengo.
Sono sempre più in sintonia con poche mamme "relax", i cui figli possono giocare col mio senza che nessuna di noi debba aspettarsi mille volte "mamma lui ha fatto mamma lui ha detto". E senza che nessuna di noi due si senta in obbligo di intervenire quando possono benissimo fare da soli.
Comincio a essere insofferente (come mamma, come maestra lo sono da un pezzo) verso bambini e genitori troppo "gne gne gne": Mamma lui mi ha fatto la lingua, tesoro non fare le scale, hai solo 4 anni, Bimbi non si litiga, Mamma digli che deve fare come ho detto io...

Soprattutto sul "non si litiga" io la penso come Daniele Novara, e per fortuna ho un marito concorde, se no era la fine.

Insomma...tutto procede, caoticamente e rumorosamente.
Con grandi abbracci, grandi pianti, grandi casini e grande stanchezza.
A volte li guardo e mi sembra ancora impossibile essere qui. Con loro.

giovedì 20 dicembre 2018

Esserci

è una soddisfazione.
E un'emozione, leggersi insieme a tante altre storie..