A volte mi sembra che i figli altrui siano tutti più bravi, più obbedienti, più "avanti".
Questo capita soprattutto nei giorni in cui sono più stanca, o preoccupata, o quando Topo ha dormito malissimo ed è di pessimo umore.
Di solito semplicemente trovo il mio bimbo...il mio bimbo, e quindi per quanto mi riguarda l'amore della mia vita, meraviglioso, delizioso, tenero e divertente.
E' un bimbo tanto affettuoso, curioso, sempre in movimento, sempre pieno di cose da fare e di libri da leggere insieme.
E' anche un bimbo emotivo, grandi gioie e grandi arrabbiature (che, come al Filosofo, arrivano e passano in fretta), difficile da tenere fermo a lungo e così via.
Insomma...andando al sodo, è un bimbo normale.
Fortissimo dal punto di vista motorio, che parla incessantemente ma spesso in modo poco chiaro nei suoi lunghissimi discorsi.
Eppure...eppure quando mi capita di chiacchierare con mamme al parco...sembra che tutti, alla sua età (2 anni e qualche mese), siano in corso di spannolinamento, e anzi in pratica ci abbiano messo circa 3 minuti per farlo con perfetto successo.
In questo, per esempio, Topo non è pronto. Se l'arrivo del piccolo non fosse previsto tra un mese e mezzo, magari ci avremmo provato quest'estate, a vedere se la cosa gli sconfiferava.
Ma non ci abbiamo neanche pensato, una volta saputo della gravidanza (in accordo con pediatra e dade del nido, che ci hanno ragionevolmente sconsigliato di introdurre questa novità a ridosso dell'altra, ehm, novità). Eppure mi sento guardata come una madre snaturata che non lo "libera" a 2 anni da sto cazzo di pannolino.
Cerco di ricordarmi che a scuola (scuola dell'infanzia) anche questo inverno di bimbi ne abbiamo spannolinati 2 o 3, e nessuno di loro era particolarmente indietro o strano.
E poi ci sono le bambine, le quali parlano quasi tutte meglio di lui, alla stessa età. Fanno discorsi meno lunghi, ma ogni frase è perfettamente comprensibile...e io mi chiedo se non sono io la madre poco attenta che non lo sprona a sufficienza a pronunciare con più chiarezza.
Non lo so...io gli ho sempre parlato e letto molto, e lui capisce molto bene tutto e risponde...solo che non sempre è chiaro cosa dice (anche se per me è più facile capirlo che per gli altri, perchè riconosco anche parole dette male).
In questi giorni, insomma, mi interrogo e mi chiedo se non sto sbagliando davvero un monte di roba.
un'amica, interrogata sulla cosa, mi dice: "è normale, quando andrà a scuola ci saranno madri i cui bambini saranno sempre bravissimi e tuttissimi. Benvenuta nel mondo delle madri".
Ci ho riflettuto, ed è vero che ci sono anche parecchie persone che, parlando dei loro piccoli, parlano solo dei punti "forti", come se gli altri punti non esistessero neanche.
Forse io mi concentro troppo su ciò che mi dà ansia, sulla possibilità di sbagliare...e sulla paura che ho che l'arrivo del fratellino sia per lui un grosso problema, almeno all'inizio.
Sono preoccupata di non saper essere una brava mamma, di fare troppi errori e di non saperli educare e di non riconoscere eventuali problemi e non so cos'altro.
A volte, per calmarmi, mi dico che quando il piccolo sarà nato avrò talmente poco tempo libero che non riuscirò a trovarne abbastanza per la mia ansia.
venerdì 30 giugno 2017
martedì 6 giugno 2017
...ma non basta mai? Sono stanca.
Sono stanca.
Dopo i mesi immobili, dopo le malattie, dopo la paura del diabete gestazionale...ora ci sono gli acidi biliari.
Mi sembra giusto. Proprio giusto.
Certo.
Ma che cazzo cazzo cazzo cazzo!!!
perchè non posso vivere una gravidanza normale e serena? Perché?!?!?!
Ora..gli acidi biliari non sono altissimi, ma comunque fuori dal range giusto.
E quindi si parla di colestasi. Quella cazzo di roba che dovrebbe essere rara, roba da 1% delle gravidanze.
Ma vaffanculo.
Vaffanculo anche alla dottoressa che prima mi ha terrorizzata sulle possibili conseguenze, dicendomi anche che devo SEMPRE sentirlo muovere o correre in pronto soccorso, poi mi ha detto che non devo stare lì con la faccia lunga perchè intanto cominciamo la cura, e poi ha chiosato con un:
"eh, nell'altra gravidanza il diabete gestazionale, stavolta la colestasi...ma insomma non vuol mai stare tranquilla?"
Ahah. Rido davvero. sei proprio simpatica.
Vorrei prenderti a pugni finchè non mi stanco.
Il Filosofo mi ricorda che anni fa anche solo la possibilità di una gravidanza ci sembrava un miracolo, e che ora siamo alla 31esima e stiamo andando avanti.
Lo so.
ma sono stanca lo stesso.
Il fatto di avere avuto un percorso difficile per arrivare alla maternità significa che devo anche gioire di ogni cazzo di problema che si presenta?
Sono stanca.
e ho paura.
Ho paura di quello che mi ha detto la dottoressa: si va da possibile induzione (di nuovo? va beh...), a parto cesareo programmato o d'urgenza, a morte del bimbo.
E tutto questo dovrei, nella sua testa di gran cazzo, gestirlo io, "soltanto" monitorando il fatto che lui si muova costantemente. Che poi quale bambino nella pancia si muove SEMPRE? io lo sento spesso, ma ci sono anche ore di silenzio, in cui immagino stia dormendo, o sia girato in modo che io non sento niente.
Adesso la strategia è fare gli esami ogni settimana, e ogni settimana portarli alla dottoresa.
Oggi ero contenta, pensavo che mancano solo due mesi e poco più e poi non vedrò mai più quel consultorio schifoso. pensavo che mi mancava solo una visita e un'ecografia.
E invece ogni settimana dovrò di nuovo andare lì da quella tizia che mi terrorizza e mi tratta sempre come una cretina, con la paura di quello che potrebbe succedere.
Anelavo la 30esima settimana perchè pensavo che avrei cominciato a vedere la meta, e che finalmente mi sarei goduta un po' la gravidanza, almeno gli ultimi mesi.
invece...
Invece sono stanca di tutto. Non vedo l'ora di partorire, anche se mi spaventa il futuro. Sarà dura, sicuramente, ma almeno una volta nato lo vedrò, sarà FUORI da me e non sarà tutto sempre così incontrollabile.
Dopo i mesi immobili, dopo le malattie, dopo la paura del diabete gestazionale...ora ci sono gli acidi biliari.
Mi sembra giusto. Proprio giusto.
Certo.
Ma che cazzo cazzo cazzo cazzo!!!
perchè non posso vivere una gravidanza normale e serena? Perché?!?!?!
Ora..gli acidi biliari non sono altissimi, ma comunque fuori dal range giusto.
E quindi si parla di colestasi. Quella cazzo di roba che dovrebbe essere rara, roba da 1% delle gravidanze.
Ma vaffanculo.
Vaffanculo anche alla dottoressa che prima mi ha terrorizzata sulle possibili conseguenze, dicendomi anche che devo SEMPRE sentirlo muovere o correre in pronto soccorso, poi mi ha detto che non devo stare lì con la faccia lunga perchè intanto cominciamo la cura, e poi ha chiosato con un:
"eh, nell'altra gravidanza il diabete gestazionale, stavolta la colestasi...ma insomma non vuol mai stare tranquilla?"
Ahah. Rido davvero. sei proprio simpatica.
Vorrei prenderti a pugni finchè non mi stanco.
Il Filosofo mi ricorda che anni fa anche solo la possibilità di una gravidanza ci sembrava un miracolo, e che ora siamo alla 31esima e stiamo andando avanti.
Lo so.
ma sono stanca lo stesso.
Il fatto di avere avuto un percorso difficile per arrivare alla maternità significa che devo anche gioire di ogni cazzo di problema che si presenta?
Sono stanca.
e ho paura.
Ho paura di quello che mi ha detto la dottoressa: si va da possibile induzione (di nuovo? va beh...), a parto cesareo programmato o d'urgenza, a morte del bimbo.
E tutto questo dovrei, nella sua testa di gran cazzo, gestirlo io, "soltanto" monitorando il fatto che lui si muova costantemente. Che poi quale bambino nella pancia si muove SEMPRE? io lo sento spesso, ma ci sono anche ore di silenzio, in cui immagino stia dormendo, o sia girato in modo che io non sento niente.
Adesso la strategia è fare gli esami ogni settimana, e ogni settimana portarli alla dottoresa.
Oggi ero contenta, pensavo che mancano solo due mesi e poco più e poi non vedrò mai più quel consultorio schifoso. pensavo che mi mancava solo una visita e un'ecografia.
E invece ogni settimana dovrò di nuovo andare lì da quella tizia che mi terrorizza e mi tratta sempre come una cretina, con la paura di quello che potrebbe succedere.
Anelavo la 30esima settimana perchè pensavo che avrei cominciato a vedere la meta, e che finalmente mi sarei goduta un po' la gravidanza, almeno gli ultimi mesi.
invece...
Invece sono stanca di tutto. Non vedo l'ora di partorire, anche se mi spaventa il futuro. Sarà dura, sicuramente, ma almeno una volta nato lo vedrò, sarà FUORI da me e non sarà tutto sempre così incontrollabile.
lunedì 29 maggio 2017
Voglie
Le voglie in gravidanza, mah...di voglie ne ho un sacco, in questo periodo, ma non si può incolpare di tutto la gravidanza.
magari le ho soprattutto perchè, per un motivo o per l'altro (e di solito la gravidanza c'entra) non posso soddisfarle.
Ci sono le voglie piccole e le voglie giganti.
Per esempio...
...una coppa di gelato. Di quelle retaggio degli anni '80, che ricordo ancora mia madre mi comprò una volta, in una vacanza d'estate: quelle grandi, col gelato, la frutta, la panna, la granella e il cioccolato sopra.
...un bicchiere di Sangue di Giuda. Non più di un bicchiere, che poi mi viene mal di testa, lo so.
...andare al mare per giorni e giorni, magari in un posto defilato, non turistico, e stare immersa in acqua per ore.
Niente di che.
Avrei voglia anche di non avere paura, di non avere tanta ansia per il futuro, di non sentirmi così poco padrona di me e di quello che sarà.
Nel frattempo, mentre la mia pancia ricomincia a fare le bizze e io spero che alla visita non mi dicano che devo di nuovo stare ferma, ieri sera c'è stato il saggio.
il saggio di "danza-psicomotricità"legato al progetto che hanno fatto al nido di Topo.
Sul palcoscenico vero, in un teatro vero e gremito perchè era un saggio grande, con tutta la scuola di danza.
E i piccolini del nido sono stati la delizia della sala, con le loro faccine e le loro gambine cicciotte e nude.
Sono stati bravissimi.
Topo ci ha anche visti subito, e ha cominciato a salutarci con un sorrisone enorme, per poi rituffarsi nello "spettacolo".
E' stato bellissimo.
Ecco, probabilmente resterà nei miei ricordi per sempre.
magari le ho soprattutto perchè, per un motivo o per l'altro (e di solito la gravidanza c'entra) non posso soddisfarle.
Ci sono le voglie piccole e le voglie giganti.
Per esempio...
...una coppa di gelato. Di quelle retaggio degli anni '80, che ricordo ancora mia madre mi comprò una volta, in una vacanza d'estate: quelle grandi, col gelato, la frutta, la panna, la granella e il cioccolato sopra.
...un bicchiere di Sangue di Giuda. Non più di un bicchiere, che poi mi viene mal di testa, lo so.
...andare al mare per giorni e giorni, magari in un posto defilato, non turistico, e stare immersa in acqua per ore.
Niente di che.
Avrei voglia anche di non avere paura, di non avere tanta ansia per il futuro, di non sentirmi così poco padrona di me e di quello che sarà.
Nel frattempo, mentre la mia pancia ricomincia a fare le bizze e io spero che alla visita non mi dicano che devo di nuovo stare ferma, ieri sera c'è stato il saggio.
il saggio di "danza-psicomotricità"legato al progetto che hanno fatto al nido di Topo.
Sul palcoscenico vero, in un teatro vero e gremito perchè era un saggio grande, con tutta la scuola di danza.
E i piccolini del nido sono stati la delizia della sala, con le loro faccine e le loro gambine cicciotte e nude.
Sono stati bravissimi.
Topo ci ha anche visti subito, e ha cominciato a salutarci con un sorrisone enorme, per poi rituffarsi nello "spettacolo".
E' stato bellissimo.
Ecco, probabilmente resterà nei miei ricordi per sempre.
lunedì 8 maggio 2017
Le cose che ho imparato negli utlimi 2 anni (da mamma)...e che devo ricordare di nuovo.
L'insonnia notturna, di solito tra le 3 e le 5 (sì, ho anche letto cosa significa per la medicina cinese...), mi porta a pensare e ripensare.
Spesso, visto il mio carattere ansioso e la mia storia di vita, sono pensieri preoccupati.
ma i pensieri preoccupati portano altri pensieri ancora più preoccupati, e questo non aiuta a prendere sonno.
E allora cerco di passare a cose migliori.
per esempio, penso a quanto ho imparato, grazie a Topo e al fatto di essere la sua mamma.
Sono passati due anni.
1. Tutto cambia. E in fretta.
Tutti i primi mesi di notti insonni con le poppate ogni 45 minuti sono finiti e ora sembrano lontanissimi.
La settimana in UTIN. L'allattamento misto e i sensi di colpa. Tutto è cambiato ed è cambiato giorno dopo giorno anche quando io non me ne accorgevo e mi sembrava di essere sempre allo stesso punto e che nulla potesse mai diventare diverso.
2. Allattamento e alimentazione
Sarei felice di allattare il mio secondo bimbo al seno. Ma se non sarà possibile, vorrei evitare di viverla come un fallimento personale o come qualcosa di cui vergognarli, come è stato, all'inizio, con Topo.
L'allattamento misto non è una manifestazione di Satana, l'ho capito col tempo.
E anche l'alimentazione, se si smette di ascoltare chiunque apra la bocca per dire la sua, fila via più liscia.
lo svezzamento e tutto quanto. Non ho praticato un autosvezzamento in senso stretto, sono partita con qualche settimana di più o meno pappe, e poi abbiamo implementato e dato alimenti sempre di stagione in modo che potesse assaggiare e provare tutto a suo modo e gusto. Ed è andata benissimo così.
3. I vaccini
Partivo da vaccinista convinta, e c'è stato chi mi ha scassato l'anima con discorsi su quanto i vaccini siano il maligno (ma non era il latte artificiale?).
E su quanto faccia male il latte di mucca, e tutto il resto.
"E poi i vaccini li fanno le case farmaceutiche": come se questo dovesse stupirmi. Sarebbe più strano se li producesse un agricoltore, per quanto biodinamico potesse essere.
Insomma...alla fine ho portato Topo a vaccinarsi con l'ansia. Almeno ai primi due buchi.
Ora, Topo è vaccinato, è a posto per qualche anno , fino ai prossimi richiami, e siamo coperti anche per la varicella.
E io sono sicura della mia scelta.
4. Il sonno
Non so se il mio secondo bimbo sarà come Topo, se anche lui avrà come punto debole il sonno. Ma comunque vada, devo ricordarmi che prima o poi dormirà anche lui.
Prima o poi avremo di nuovo notti di sonno.
E questo è da ricordare, davvero. Anche se so che non sarà facile.
5. I consigli non richiesti e le cose da non ascoltare
Dopo il mio periodo di isolamento forzato, sono tornata, parzialmente, nel mondo.
E sono stata letteralmente investita da discorsi del cazzo.
Consigli non richiesti, nuovi racconti di parti orrendi, frasi del tipo "ma non hai paura che" sugli argomenti più svariati...
Non ci ero più abituata, dopo questi mesi di silenzio totale.
E devo dire che un paio di cose mi hanno anche colpita, facendomi venire paure che non avevo. Grazie, eh?
Non ci avevo pensato, ad alcune possibilità.
Bene. Con Topo ho dovuto difendermi dall'invasione di chi voleva a tutti i costi terrorizzarmi su tutto...ed ero anche alla prima gravidanza, dopo anni di PMA e di dolore.
A questo punto...NO. Assolutamente NO. Non voglio più lasciare spazio a queste persone e ai loro discorsi.
Mi bastano le mie di paure. Voglio ascoltare solo chi sa darmi conforto, e non chi vuole affossarmi, anche quando lo fa (spero) senza cattiveria.
Spesso, visto il mio carattere ansioso e la mia storia di vita, sono pensieri preoccupati.
ma i pensieri preoccupati portano altri pensieri ancora più preoccupati, e questo non aiuta a prendere sonno.
E allora cerco di passare a cose migliori.
per esempio, penso a quanto ho imparato, grazie a Topo e al fatto di essere la sua mamma.
Sono passati due anni.
1. Tutto cambia. E in fretta.
Tutti i primi mesi di notti insonni con le poppate ogni 45 minuti sono finiti e ora sembrano lontanissimi.
La settimana in UTIN. L'allattamento misto e i sensi di colpa. Tutto è cambiato ed è cambiato giorno dopo giorno anche quando io non me ne accorgevo e mi sembrava di essere sempre allo stesso punto e che nulla potesse mai diventare diverso.
2. Allattamento e alimentazione
Sarei felice di allattare il mio secondo bimbo al seno. Ma se non sarà possibile, vorrei evitare di viverla come un fallimento personale o come qualcosa di cui vergognarli, come è stato, all'inizio, con Topo.
L'allattamento misto non è una manifestazione di Satana, l'ho capito col tempo.
E anche l'alimentazione, se si smette di ascoltare chiunque apra la bocca per dire la sua, fila via più liscia.
lo svezzamento e tutto quanto. Non ho praticato un autosvezzamento in senso stretto, sono partita con qualche settimana di più o meno pappe, e poi abbiamo implementato e dato alimenti sempre di stagione in modo che potesse assaggiare e provare tutto a suo modo e gusto. Ed è andata benissimo così.
3. I vaccini
Partivo da vaccinista convinta, e c'è stato chi mi ha scassato l'anima con discorsi su quanto i vaccini siano il maligno (ma non era il latte artificiale?).
E su quanto faccia male il latte di mucca, e tutto il resto.
"E poi i vaccini li fanno le case farmaceutiche": come se questo dovesse stupirmi. Sarebbe più strano se li producesse un agricoltore, per quanto biodinamico potesse essere.
Insomma...alla fine ho portato Topo a vaccinarsi con l'ansia. Almeno ai primi due buchi.
Ora, Topo è vaccinato, è a posto per qualche anno , fino ai prossimi richiami, e siamo coperti anche per la varicella.
E io sono sicura della mia scelta.
4. Il sonno
Non so se il mio secondo bimbo sarà come Topo, se anche lui avrà come punto debole il sonno. Ma comunque vada, devo ricordarmi che prima o poi dormirà anche lui.
Prima o poi avremo di nuovo notti di sonno.
E questo è da ricordare, davvero. Anche se so che non sarà facile.
5. I consigli non richiesti e le cose da non ascoltare
Dopo il mio periodo di isolamento forzato, sono tornata, parzialmente, nel mondo.
E sono stata letteralmente investita da discorsi del cazzo.
Consigli non richiesti, nuovi racconti di parti orrendi, frasi del tipo "ma non hai paura che" sugli argomenti più svariati...
Non ci ero più abituata, dopo questi mesi di silenzio totale.
E devo dire che un paio di cose mi hanno anche colpita, facendomi venire paure che non avevo. Grazie, eh?
Non ci avevo pensato, ad alcune possibilità.
Bene. Con Topo ho dovuto difendermi dall'invasione di chi voleva a tutti i costi terrorizzarmi su tutto...ed ero anche alla prima gravidanza, dopo anni di PMA e di dolore.
A questo punto...NO. Assolutamente NO. Non voglio più lasciare spazio a queste persone e ai loro discorsi.
Mi bastano le mie di paure. Voglio ascoltare solo chi sa darmi conforto, e non chi vuole affossarmi, anche quando lo fa (spero) senza cattiveria.
mercoledì 3 maggio 2017
La seconda gravidanza, in breve
Le immagini sono tutte tratte dal web.
Io non sono mai stata molto elegante neanche prima...ma ora...
Questa è PERFETTA. Esatta al millimetro.
E anche questa è vera. Oh yeah.
http://www.parenting.com/gallery/first-pregnancy-vs-second-pregnancy
Questa è PERFETTA. Esatta al millimetro.
http://www.parenting.com/gallery/first-pregnancy-vs-second-pregnancy
venerdì 21 aprile 2017
La seconda gravidanza è davvero diversa
Prima di tutto, finchè non sono saltati fuori i guai e il ricovero, questa gravidanza era un po' in sordina.
Rispetto a tutto il resto.
Ora che sono bloccata, anche se adesso, libidine, posso di nuovo fare un po' di roba in casa (il che è più che necessario), è inevitabile pensarci di più.
E in questo caso prima e seconda gravidanza non sono molto diverse:
Magari le ansie non sono identiche, ma sono il fattore principale comunque.
Il fatto che però sia la "seconda" (se non contiamo gli aborti spontanei) gravidanza la rende diversa.
C'è una consapevolezza diversa che io, nella mia vita, ho raggiunto qualcosa che mai avrei creduto: ho un figlio che amo più di me stessa, più di chiunque altro.
A volte mi domando se potrò amare così anche un secondo bambino. Lo so, se lo chiedono in tante.
ma con Topo ero già innamorata prima ancora di sentirlo muovere nella pancia...è tutto diverso...
Va detto che il fratellino è bello vivace pure lui, a proposito di muoversi nella pancia.
Sarà che stavolta la placenta è posteriore, ma sono settimane che lo sento danzare alle ore più strane di notte e giorno. Praticamente un mese prima di Topo.
Questo contribuisce a rendere le cose più reali.
Comincio a parlargli, ogni tanto, e rispondo ai suoi movimenti con le carezze, e comincio ad avere in mente il nome.
Il nome di Topo era il preferito del Filosofo, stavolta il mio "voto" sarà quello definitivo, in una rosa di scelte condivise.
Neanche dovessimo decidere di vita o di morte.
Poi c'è il parto. Che è ancora parecchio lontano (speriamo), eppure quando ci penso ho un po' paura. Con Topo avevo paura? Non ricordo. Mi sa non tanta.
Adesso che so come sono state le ore e ore di contrazioni, un po' ne ho. Più che del parto in sè, che ricordo emotivamente ma non "fisicamente".
E poi è diverso, non è solo il parto, non sono solo io con la mia pancia, questa volta il mondo fuori esiste. Questa volta fuori c'è Topo ad aspettarmi.
Dovrei pensare meno, lo so.
Da sempre la gente ha figli, da sempre i bambini che si ritrovano per casa un piccoletto nuovo si incazzano e la vivono male e poi la superano e poi ci litigano e poi ci instaurano un rapporto unico.
Eppure a me viene l'ansia. Ma che novità.
A volte penso davvero che l'incoscienza, l'incosapevolezza possano essere molto positive. Peccato che io sia tutt'altro che così.
Rispetto a tutto il resto.
Ora che sono bloccata, anche se adesso, libidine, posso di nuovo fare un po' di roba in casa (il che è più che necessario), è inevitabile pensarci di più.
E in questo caso prima e seconda gravidanza non sono molto diverse:
Magari le ansie non sono identiche, ma sono il fattore principale comunque.
Il fatto che però sia la "seconda" (se non contiamo gli aborti spontanei) gravidanza la rende diversa.
C'è una consapevolezza diversa che io, nella mia vita, ho raggiunto qualcosa che mai avrei creduto: ho un figlio che amo più di me stessa, più di chiunque altro.
A volte mi domando se potrò amare così anche un secondo bambino. Lo so, se lo chiedono in tante.
ma con Topo ero già innamorata prima ancora di sentirlo muovere nella pancia...è tutto diverso...
Va detto che il fratellino è bello vivace pure lui, a proposito di muoversi nella pancia.
Sarà che stavolta la placenta è posteriore, ma sono settimane che lo sento danzare alle ore più strane di notte e giorno. Praticamente un mese prima di Topo.
Questo contribuisce a rendere le cose più reali.
Comincio a parlargli, ogni tanto, e rispondo ai suoi movimenti con le carezze, e comincio ad avere in mente il nome.
Il nome di Topo era il preferito del Filosofo, stavolta il mio "voto" sarà quello definitivo, in una rosa di scelte condivise.
Neanche dovessimo decidere di vita o di morte.
Poi c'è il parto. Che è ancora parecchio lontano (speriamo), eppure quando ci penso ho un po' paura. Con Topo avevo paura? Non ricordo. Mi sa non tanta.
Adesso che so come sono state le ore e ore di contrazioni, un po' ne ho. Più che del parto in sè, che ricordo emotivamente ma non "fisicamente".
E poi è diverso, non è solo il parto, non sono solo io con la mia pancia, questa volta il mondo fuori esiste. Questa volta fuori c'è Topo ad aspettarmi.
Dovrei pensare meno, lo so.
Da sempre la gente ha figli, da sempre i bambini che si ritrovano per casa un piccoletto nuovo si incazzano e la vivono male e poi la superano e poi ci litigano e poi ci instaurano un rapporto unico.
Eppure a me viene l'ansia. Ma che novità.
A volte penso davvero che l'incoscienza, l'incosapevolezza possano essere molto positive. Peccato che io sia tutt'altro che così.
giovedì 20 aprile 2017
A chi dici le cose che non dici a nessuno?
È un po' come quella specie di indovinello che mi ripeteva mio padre quando ero piccola: di che colore è il cavallo bianco di Napoleone?
La risposta è nella domanda.
Le cose che non dici a nessuno, non le puoi dire a nessuno, e non le dici a nessuno.
Non a tuo marito, che ti ha chiaramente ripetuto che non può sobbarcarsi le tue ansie e i tuoi pensieri, avendone abbastanza al momento dei suoi, e di tutto quanto deve fare.
Non alle poche persone che ogni tanto frequenti.
Alcune sono solo conoscenze topesche, mamme di altri bambini, non conoscenze tue vere e proprie.
Un'altra ha i problemi suoi a cui pensare e una non capirebbe neanche di cosa diamine tu stia parlando.
Forse di sicuro ti farebbe bene tornare in terapia, ma al momento la retta del nido è curiosamente salita e le entrate sono calate, l'equazione non reggerebbe anche quell'uscita mensile.
magari tra un anno o due. Non è mica facile, però.
La risposta è nella domanda.
Le cose che non dici a nessuno, non le puoi dire a nessuno, e non le dici a nessuno.
Non a tuo marito, che ti ha chiaramente ripetuto che non può sobbarcarsi le tue ansie e i tuoi pensieri, avendone abbastanza al momento dei suoi, e di tutto quanto deve fare.
Non alle poche persone che ogni tanto frequenti.
Alcune sono solo conoscenze topesche, mamme di altri bambini, non conoscenze tue vere e proprie.
Un'altra ha i problemi suoi a cui pensare e una non capirebbe neanche di cosa diamine tu stia parlando.
magari tra un anno o due. Non è mica facile, però.
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