1. Da tua madre hai ereditato la dote di considerare improvvisamente sbagliata quasi ogni tua decisione, purchè ormai operativa e irrevocabile.
2. Sei così stanca che a volte ti guardi allo specchio all'improvviso e dici: "oddio, e chi è sto vecchio in casa mia?"
...we flew to Los Angeles, where I secured a new passport. The picture in
my stolen one wasn’t half bad, but in the new one I look like a penis
with an old person’s face drawn on it.
(Adoro Sedaris, questa frase mi torna in mente oggi come non mai).
3. Ci sono cose che non puoi dire neanche a tuo marito, perchè pur sapendo anche lui che sei stanca e distrutta e che ogni tanto hai bisogno di sfogarti a caso...poi ti dice che se pensi cose del genere sei più pazza di tua madre. Colpo basso, considerando il disagio psichiatrico grave della stessa.
4. al primo raggio di sole che ti colpisce, se non hai la protezione 50 esplode l'eritema solare, e l'irritazione interiore. Eppure da quando sei mamma vorresti una primavera decente e non questa cosa strana, che tenere i bambini in casa è una tortura medievale (per TUTTI).
5. I tuoi figli crescono velocissimi.
Il grande ha, a voler essere ottimisti, un carattere forte, il piccolo anche, con meno isterismo.
Il grande a 4 anni suonati comincia a non avere più quel bisogno voglia di coccole di prima, anche se le gradisce ancora.
Il piccolo in questo è ancora piccolo, e sei ancora autorizzata anzi invitata a baciarlo e spupattolarlo il più possibile annusandolo come un cane da tartufo.
Con i capelli corti è improvvisamente bimbo grande, insegue il fratello per giocare e per farsi valere e a volte ti sembra che cresca anche troppo veloce.
Sarà l'essere il secondo, che tempra.
6.Cominci a farti domande, e non sai rispondere.
7. Continui a rimandare i controlli e gli esami, sai che non è che se non vedi le cose non ci sono, ma ti nascondi dietro la gestione familiare e lavorativa che ti impediscono di esistere. Il che è vero, ma certe cose dovresti impor(te)le.
martedì 30 aprile 2019
martedì 26 marzo 2019
i figli degli altri
I figli degli altri sono più tranquilli. Più posati. Meno incazzosi. meno rompipalle. Più ordinati. Più pettinati. Più obbedienti. Meno fastidiosi coi fratelli.
I figli degli altri luccicano sempre un po'.
A volte mi sembra che i figli degli altri siano così soprattutto perchè..perchè anche le mamme degli altri sono diverse da me: le mamme degli altri hanno figli tranquilli bravi educati obbedienti mai un problema mai un capriccio mai una gelosia mai una pipì addosso.
I loro figli si sono spannolinati da soli a un anno e mezzo e hanno sempre condiviso i loro giochi volentieri con fratelli cugini e sconosciuti che passavano di lì.
I loro figli non dicono cose sgarbate, non fanno capricci, non hanno giornate no, non danno mai neanche una spinta per sbaglio.
O così raccontano.
Io me lo chiedo, se sono io che sbaglio. Che dei miei figli dico il buono, ma anche le rotture di palle e le arrabbiature che mi generano.
Mi sembra di sentir parlare/leggere solo di figliquasi perfetti, con l'unico difetto di essere troppo buoni/remissivi/pacati.
Mi chiedo come mai, mi chiedo se sia la paura di essere giudicate, se sia il pensiero di fare un torto ai figli non lodandoli sempre o se sia la paura di offrire il fianco a critiche altrui.
Non lo so.
Sono davvero pochi i casi in cui senti un genitori dirti che sì, anche i suoi figli a volte qualche cazzata la fanno.
Sono rimasta stupita, pochi anni fa, scoprendo il blog "Vita da papà", perchè l'autore parla di sè e dei suoi figli in maniera normale.
Sarà che lui è un padre, e non una madre, e quindi PUO' essere NORMALE?
Essere un genitore che ama i suoi figli e li vede meravigliosi ma ogni tanto anche un po' rompi e litigiosi e faticosi?
Non lo so. Penso che sulle madri ci sia più pressione, e anche più giudizio: se i tuoi figli rompono, è colpa tua, soprattutto. Tuo marito magari TI AIUTA (altra cazzata, ma non ho il tempo di pensarci ora), ma comunque...sei tu responsabile no?
Forse per questo le madri degli altri hanno figli perfetti? Perchè devono averli?
O forse no. Forse i loro figli sono davvero meglio educati, meno agitati e più pazienti.
Forse sono io che non sono tanto capace.
I figli degli altri luccicano sempre un po'.
A volte mi sembra che i figli degli altri siano così soprattutto perchè..perchè anche le mamme degli altri sono diverse da me: le mamme degli altri hanno figli tranquilli bravi educati obbedienti mai un problema mai un capriccio mai una gelosia mai una pipì addosso.
I loro figli si sono spannolinati da soli a un anno e mezzo e hanno sempre condiviso i loro giochi volentieri con fratelli cugini e sconosciuti che passavano di lì.
I loro figli non dicono cose sgarbate, non fanno capricci, non hanno giornate no, non danno mai neanche una spinta per sbaglio.
O così raccontano.
Io me lo chiedo, se sono io che sbaglio. Che dei miei figli dico il buono, ma anche le rotture di palle e le arrabbiature che mi generano.
Mi sembra di sentir parlare/leggere solo di figli
Mi chiedo come mai, mi chiedo se sia la paura di essere giudicate, se sia il pensiero di fare un torto ai figli non lodandoli sempre o se sia la paura di offrire il fianco a critiche altrui.
Non lo so.
Sono davvero pochi i casi in cui senti un genitori dirti che sì, anche i suoi figli a volte qualche cazzata la fanno.
Sono rimasta stupita, pochi anni fa, scoprendo il blog "Vita da papà", perchè l'autore parla di sè e dei suoi figli in maniera normale.
Sarà che lui è un padre, e non una madre, e quindi PUO' essere NORMALE?
Essere un genitore che ama i suoi figli e li vede meravigliosi ma ogni tanto anche un po' rompi e litigiosi e faticosi?
Non lo so. Penso che sulle madri ci sia più pressione, e anche più giudizio: se i tuoi figli rompono, è colpa tua, soprattutto. Tuo marito magari TI AIUTA (altra cazzata, ma non ho il tempo di pensarci ora), ma comunque...sei tu responsabile no?
Forse per questo le madri degli altri hanno figli perfetti? Perchè devono averli?
O forse no. Forse i loro figli sono davvero meglio educati, meno agitati e più pazienti.
Forse sono io che non sono tanto capace.
giovedì 28 febbraio 2019
ci faccio caso
Mi manca, scrivere.
Era il mio hobby, la mia passione anzi, la mia fonte di soddisfazione, di riconoscimenti e, perchè no, di vile ma utile denaro.
mi manca, ma non ho tempo ed energie per farlo.
Ci sono esercizi che mi farebbero tanta tanta gola, come le famose "pagine del mattino", ma non ce la posso fare. Mi alzo alle 6.30, e se non parto per andare ad aprire scuola devo fare le cose di corsa e poi alzare i bambini e poi portarli e poi andare a lavoro e poi...
Però mi manca.
ne ho preso coscienza.
Non è facile neanche avere coscienza di me stessa, ultimamente.
Ci sono stati mesi più neri, in questo senso, in cui mi sentivo davvero rarefatta.
Poi i mesi passano, cioè passano i giorni, che volano, e le settimane dove è sempre lunedì e sempre venerdì e sempre sabato mattina con la piscina e sempre domenica sera con la settimana da gestire.
Mi sembra(va) di andare un po' meglio.
Come se il tempo mi si stesse di nuovo concedendo un po', come se di nuovo ci fossi anch'io.
In realtà...non so. Non è che ci sia uno spazio "io", non ancora.
Lo spazio è il lavoro, e poi i bambini a casa, e poi le cose di casa e di famiglia da fare, e poi le cose da sistemare, di cui occuparsi. e le persone, di cui occuparsi.
Si sono, anzi no ABBIAMO sistemato alcune cose, e nel frattempo altre si sono fatte avanti.
E sempre più spesso mi ritrovo ad avere quattro figli, di cui due di una settantina d'anni.
E sono stanca. E spesso preoccupata. E spesso pure a corto di energie e di pazienza.
Le cose vanno bene, dai. Mi esercito a riconoscere quello che ho, quello che abbiamo, quello che siamo.
Mi esercito, come diceva Vonnegut.
Quando siete felici, fateci caso.
Non so meditare, non ho un dio da pregare, ho la convinzione che sia il caso, se si riesce, di godersi il buono. Quello che c'è.
E di buono ce n'è tanto, ma tanto.
E' mescolato nel casino, mescolato in mezzo al delirio e ai bisogni e alle paure e agli imprevisti brutti.
Sono stanchissima, e devo impegnarmi, per farci caso.
Ma devo farcela. Perchè ci sono troppe cose buone.
Era il mio hobby, la mia passione anzi, la mia fonte di soddisfazione, di riconoscimenti e, perchè no, di vile ma utile denaro.
mi manca, ma non ho tempo ed energie per farlo.
Ci sono esercizi che mi farebbero tanta tanta gola, come le famose "pagine del mattino", ma non ce la posso fare. Mi alzo alle 6.30, e se non parto per andare ad aprire scuola devo fare le cose di corsa e poi alzare i bambini e poi portarli e poi andare a lavoro e poi...
Però mi manca.
ne ho preso coscienza.
Non è facile neanche avere coscienza di me stessa, ultimamente.
Ci sono stati mesi più neri, in questo senso, in cui mi sentivo davvero rarefatta.
Poi i mesi passano, cioè passano i giorni, che volano, e le settimane dove è sempre lunedì e sempre venerdì e sempre sabato mattina con la piscina e sempre domenica sera con la settimana da gestire.
Mi sembra(va) di andare un po' meglio.
Come se il tempo mi si stesse di nuovo concedendo un po', come se di nuovo ci fossi anch'io.
In realtà...non so. Non è che ci sia uno spazio "io", non ancora.
Lo spazio è il lavoro, e poi i bambini a casa, e poi le cose di casa e di famiglia da fare, e poi le cose da sistemare, di cui occuparsi. e le persone, di cui occuparsi.
Si sono, anzi no ABBIAMO sistemato alcune cose, e nel frattempo altre si sono fatte avanti.
E sempre più spesso mi ritrovo ad avere quattro figli, di cui due di una settantina d'anni.
E sono stanca. E spesso preoccupata. E spesso pure a corto di energie e di pazienza.
Le cose vanno bene, dai. Mi esercito a riconoscere quello che ho, quello che abbiamo, quello che siamo.
Mi esercito, come diceva Vonnegut.
Quando siete felici, fateci caso.
Non so meditare, non ho un dio da pregare, ho la convinzione che sia il caso, se si riesce, di godersi il buono. Quello che c'è.
E di buono ce n'è tanto, ma tanto.
E' mescolato nel casino, mescolato in mezzo al delirio e ai bisogni e alle paure e agli imprevisti brutti.
Sono stanchissima, e devo impegnarmi, per farci caso.
Ma devo farcela. Perchè ci sono troppe cose buone.
martedì 15 gennaio 2019
Nel frullatore tutti insieme (rumorosamente)
Io sono creatura non troppo sociale, soprattutto nei grandi gruppi. Chiacchiero con pochi umani alla volta, per esempio.
Considerando che prima eravamo tre in famiglia e ora quattro, non si arriva a numeri che inibiscano la mia logorrea selettiva: ergo...sto crescendo due figli mooolto amanti della parola.
Topo è direi affetto alle volte da vera e propria diarrea verbale, mi scusino la parola. Non sta zittoquasi mai: capita che parli anche nel sonno. Io mi sveglio, tendo l'orecchio per capire se arriva la chiamata dalla sua stanza...e invece no. Sta dormendo. Solo che disquisisce di qualcosa.
Parla sempre. A volte da solo. Spesso pretende un interlocutore. Il quale magari gli racconti una storia inventata, alla quale lui possa contribuire quando vuole.
Commenta i cartoni animati, il cibo, il traffico, la cacca che sta facendo, i propri pensieri.
Patato...Patato cresce come una piccola sorridente e urlante zucca.
Ripete quasi tutto quello che sente dire, con risultati alterni, spesso molto buffi.
Ormai ha quasi 17 mesi e le parole padroneggiate non sono moltissime, ma le ripete talmente tanto che si addormenta parlando. Quelle che non sa dire le modifica a piacimento e comodo suo, e spesso e volentieri urla direttamente la sua opinione /gioia /rabbia /frustrazione.
Ho davvero due bambini "misurati".
Topo cresce anche lui, tanto. Sarà che lavorando a scuola per me i bambini di 5 anni sono già i miei "grandi", ma lui a quasi 4 già lo vedo un bimbo grande, appunto.
Ama fare "i compiti"(attività varie tipo schede operative, labirinti, colora taglia incolla etc.), arrampicarsi sugli alberi finchè non lo si vede più, le storie...e fare moltissimo casino con gli amici.
Tanto che anche le maestre, che mi conoscono, mi hanno detto che è tanto buono, tanto interessato, tanto autonomo...e tanto rompicoglioni quando ci si mette.
E io lo so.
Oh se lo so.
Patato ama follemente suo fratello, lo insegue gli salta sopra lo bacia e lo prende a sberle (e io qui intervengo, giuro, anche subito. ma lui riesce sempre ad assestargliene un paio belle toste prima che io possa fermarlo). Lo imita in tutti i modi, specialmente nelle cose che l'altro padroneggia e lui ancora no, come le scale, le corse, i salti assurdi.
Il filosofo li osserva bonario mentre si azzuffano o fanno casino insieme, e io sto cominciando ad essere sempre più come lui: finchè non si menano (troppo forte) non intervengo.
Sono sempre più in sintonia con poche mamme "relax", i cui figli possono giocare col mio senza che nessuna di noi debba aspettarsi mille volte "mamma lui ha fatto mamma lui ha detto". E senza che nessuna di noi due si senta in obbligo di intervenire quando possono benissimo fare da soli.
Comincio a essere insofferente (come mamma, come maestra lo sono da un pezzo) verso bambini e genitori troppo "gne gne gne": Mamma lui mi ha fatto la lingua, tesoro non fare le scale, hai solo 4 anni, Bimbi non si litiga, Mamma digli che deve fare come ho detto io...
Soprattutto sul "non si litiga" io la penso come Daniele Novara, e per fortuna ho un marito concorde, se no era la fine.
Insomma...tutto procede, caoticamente e rumorosamente.
Con grandi abbracci, grandi pianti, grandi casini e grande stanchezza.
A volte li guardo e mi sembra ancora impossibile essere qui. Con loro.
Considerando che prima eravamo tre in famiglia e ora quattro, non si arriva a numeri che inibiscano la mia logorrea selettiva: ergo...sto crescendo due figli mooolto amanti della parola.
Topo è direi affetto alle volte da vera e propria diarrea verbale, mi scusino la parola. Non sta zitto
Parla sempre. A volte da solo. Spesso pretende un interlocutore. Il quale magari gli racconti una storia inventata, alla quale lui possa contribuire quando vuole.
Commenta i cartoni animati, il cibo, il traffico, la cacca che sta facendo, i propri pensieri.
Patato...Patato cresce come una piccola sorridente e urlante zucca.
Ripete quasi tutto quello che sente dire, con risultati alterni, spesso molto buffi.
Ormai ha quasi 17 mesi e le parole padroneggiate non sono moltissime, ma le ripete talmente tanto che si addormenta parlando. Quelle che non sa dire le modifica a piacimento e comodo suo, e spesso e volentieri urla direttamente la sua opinione /gioia /rabbia /frustrazione.
Ho davvero due bambini "misurati".
Topo cresce anche lui, tanto. Sarà che lavorando a scuola per me i bambini di 5 anni sono già i miei "grandi", ma lui a quasi 4 già lo vedo un bimbo grande, appunto.
Ama fare "i compiti"(attività varie tipo schede operative, labirinti, colora taglia incolla etc.), arrampicarsi sugli alberi finchè non lo si vede più, le storie...e fare moltissimo casino con gli amici.
Tanto che anche le maestre, che mi conoscono, mi hanno detto che è tanto buono, tanto interessato, tanto autonomo...e tanto rompicoglioni quando ci si mette.
E io lo so.
Oh se lo so.
Patato ama follemente suo fratello, lo insegue gli salta sopra lo bacia e lo prende a sberle (e io qui intervengo, giuro, anche subito. ma lui riesce sempre ad assestargliene un paio belle toste prima che io possa fermarlo). Lo imita in tutti i modi, specialmente nelle cose che l'altro padroneggia e lui ancora no, come le scale, le corse, i salti assurdi.
Il filosofo li osserva bonario mentre si azzuffano o fanno casino insieme, e io sto cominciando ad essere sempre più come lui: finchè non si menano (troppo forte) non intervengo.
Sono sempre più in sintonia con poche mamme "relax", i cui figli possono giocare col mio senza che nessuna di noi debba aspettarsi mille volte "mamma lui ha fatto mamma lui ha detto". E senza che nessuna di noi due si senta in obbligo di intervenire quando possono benissimo fare da soli.
Comincio a essere insofferente (come mamma, come maestra lo sono da un pezzo) verso bambini e genitori troppo "gne gne gne": Mamma lui mi ha fatto la lingua, tesoro non fare le scale, hai solo 4 anni, Bimbi non si litiga, Mamma digli che deve fare come ho detto io...
Soprattutto sul "non si litiga" io la penso come Daniele Novara, e per fortuna ho un marito concorde, se no era la fine.
Insomma...tutto procede, caoticamente e rumorosamente.
Con grandi abbracci, grandi pianti, grandi casini e grande stanchezza.
A volte li guardo e mi sembra ancora impossibile essere qui. Con loro.
giovedì 20 dicembre 2018
lunedì 19 novembre 2018
ma le vere madri single, come fanno?
No dico, quelle vere.
non quelle dei film. Che hanno la messa in piega. Un fisico scultoreo (anche se si nutrono di gelato e bibite). E quando proprio sono stanche e sbattute, lo mostrano solo perchè si legano i capelli (di solito con le treccine o i codini).
Dico le madri vere. E non è che parlo di gente con 3 lavori e almeno 4 figli.
Dico quelle con anche "solo" un figlio E un lavoro.
Come fanno a sopravvivere e a non impazzire?
Il filosofo riassume tutto in un "NON PUOI. Semplicemente non esiste la possibilità di cedere".
E ok. é vero sicuramente.
ma...posto che sia così...come fanno?
Io ho fatto il genitore single, insomma, il genitore SOLO più che altro.
E l'ho fatto per quasi un mese. Potrei dire per "neanche" un mese intero, ma per me è stato quasi un mese.
Il Filosofo è stato immobilizzato per un po', infortunio sul lavoro (muscolo del polpaccio staccato dal tendine e grosso ematoma) e io mi sono trovata con
2 figli piccoli e una specie di figlio grande.
Laddove in particolare il figliolo grande era (e mi metteva) particolarmente in difficoltà, in quanto bloccato su un cavolo di divano perchè non poteva neanche girare con le stampelle.
E così all'improvviso eccomi qui a gestire tutto.
Il lavoro full time (e una delle colleghe più teste di gran cazzo che mi sia capitata da secoli), i bambini, il cambio di ora che mi porta via la luce del pomeriggio, la casa che diventa un casino, mia madre che smette i farmaci e dice cose orribili.
E ho pensato, sinceramente, che avrei dato di matto. Cosa che qualche volta è successa anche.
Ho pensato anche che non ce l'avrei fatta e che sarei crollata completamente. Questo almeno non è accaduto.
Ne siamo usciti. E' stata dura, però.
Topo comincia a giocare con suo fratello, maquasi mai spesso non bene.
Patato si è preso ovviamente mille malattie al nido, con febbri e catarri vari.
E il Filosofo...beh...che dire.
Di notte Patato si svegliava mille volte per raffreddore e altro, Topo magari si svegliava solo un paio di volte a notte....ma ogni volta significava alzarmi andare da lui stare li finchè non dormiva, il tutto sperando che non si svegliasse anche l'altro, il quale dorme vicino a me nel lettino senza sbarra tra me e lui.
Immane fatica. Sonno mostruoso, tutto il giorno, senza potermi riposare perchè stacchi da scuola e vai a prendere i bambini, e poi magari ci sono i giorni in cui neanche stacchi, fino a quasi notte, e i bambini li prende la babysitter (santa donna!).
Ecco sì, io sono stata una madre "sola" ma neanche del tutto, perchè potevo contare sulla babysitter.
Senza sarebbe stato non tanto folle,quanto impossibile. Perchè i miei orari a volte sono semplicemente incompatibili con quelli dei bambini. Chi sarebbe andato a prenderli, o preparato loro la cena, o sarebbe stato con loro mentre io ero a scuola per riunioni, o a volte per colloqui con genitori di figli altrui?
Sono stata stanca a dei livelli che non credevo possibili, la schiena sempre più rotta e ogni tanto ho urlato con i bambini, quando non avrei voluto nè dovuto. E ho pianto un po', quando nessuno mi vedeva, e ho pensato cose varie non particolarmente sensate.
Alla fine il mese è passato. Il Filosofo è in piedi gira con una sola stampella. Appena lui si è rialzato, per quanto fosse ancora precario nei movimenti, io ho avuto un discreto crollo con febbre e spossatezza mostruosa. La quale non ha inficiato alcuno dei miei ruoli di mamma maestra e tutto quanto. Ho semplicemente aggiunto tachipirina alla mia dieta, perchè non potevo fermarmi.
Ma almeno non dovevo anche occuparmi al 100% di una terza persona, il che è stato già un grosso miglioramento.
Siamo sopravvissuti. Ma la domanda resta.
Come fanno le madri single, quelle che sono single sempre?
Spero per loro che abbiano tutte qualcuno che dà loro una mano, una babysitter, un'amica, un fratello.
Magari anche più di una persona.
E comunque hanno tutta la mia stima.
Io non so se sopravviverei. O forse sì, sicuramente sì, perchè per i miei figli sopravviverei eccome, e farei quanto di meglio posso. Ma, ecco, non so in che condizioni sopravviverei.
non quelle dei film. Che hanno la messa in piega. Un fisico scultoreo (anche se si nutrono di gelato e bibite). E quando proprio sono stanche e sbattute, lo mostrano solo perchè si legano i capelli (di solito con le treccine o i codini).
Dico le madri vere. E non è che parlo di gente con 3 lavori e almeno 4 figli.
Dico quelle con anche "solo" un figlio E un lavoro.
Come fanno a sopravvivere e a non impazzire?
Il filosofo riassume tutto in un "NON PUOI. Semplicemente non esiste la possibilità di cedere".
E ok. é vero sicuramente.
ma...posto che sia così...come fanno?
Io ho fatto il genitore single, insomma, il genitore SOLO più che altro.
E l'ho fatto per quasi un mese. Potrei dire per "neanche" un mese intero, ma per me è stato quasi un mese.
Il Filosofo è stato immobilizzato per un po', infortunio sul lavoro (muscolo del polpaccio staccato dal tendine e grosso ematoma) e io mi sono trovata con
2 figli piccoli e una specie di figlio grande.
Laddove in particolare il figliolo grande era (e mi metteva) particolarmente in difficoltà, in quanto bloccato su un cavolo di divano perchè non poteva neanche girare con le stampelle.
E così all'improvviso eccomi qui a gestire tutto.
Il lavoro full time (e una delle colleghe più teste di gran cazzo che mi sia capitata da secoli), i bambini, il cambio di ora che mi porta via la luce del pomeriggio, la casa che diventa un casino, mia madre che smette i farmaci e dice cose orribili.
E ho pensato, sinceramente, che avrei dato di matto. Cosa che qualche volta è successa anche.
Ho pensato anche che non ce l'avrei fatta e che sarei crollata completamente. Questo almeno non è accaduto.
Ne siamo usciti. E' stata dura, però.
Topo comincia a giocare con suo fratello, ma
Patato si è preso ovviamente mille malattie al nido, con febbri e catarri vari.
E il Filosofo...beh...che dire.
Di notte Patato si svegliava mille volte per raffreddore e altro, Topo magari si svegliava solo un paio di volte a notte....ma ogni volta significava alzarmi andare da lui stare li finchè non dormiva, il tutto sperando che non si svegliasse anche l'altro, il quale dorme vicino a me nel lettino senza sbarra tra me e lui.
Immane fatica. Sonno mostruoso, tutto il giorno, senza potermi riposare perchè stacchi da scuola e vai a prendere i bambini, e poi magari ci sono i giorni in cui neanche stacchi, fino a quasi notte, e i bambini li prende la babysitter (santa donna!).
Ecco sì, io sono stata una madre "sola" ma neanche del tutto, perchè potevo contare sulla babysitter.
Senza sarebbe stato non tanto folle,quanto impossibile. Perchè i miei orari a volte sono semplicemente incompatibili con quelli dei bambini. Chi sarebbe andato a prenderli, o preparato loro la cena, o sarebbe stato con loro mentre io ero a scuola per riunioni, o a volte per colloqui con genitori di figli altrui?
Sono stata stanca a dei livelli che non credevo possibili, la schiena sempre più rotta e ogni tanto ho urlato con i bambini, quando non avrei voluto nè dovuto. E ho pianto un po', quando nessuno mi vedeva, e ho pensato cose varie non particolarmente sensate.
Alla fine il mese è passato. Il Filosofo è in piedi gira con una sola stampella. Appena lui si è rialzato, per quanto fosse ancora precario nei movimenti, io ho avuto un discreto crollo con febbre e spossatezza mostruosa. La quale non ha inficiato alcuno dei miei ruoli di mamma maestra e tutto quanto. Ho semplicemente aggiunto tachipirina alla mia dieta, perchè non potevo fermarmi.
Ma almeno non dovevo anche occuparmi al 100% di una terza persona, il che è stato già un grosso miglioramento.
Siamo sopravvissuti. Ma la domanda resta.
Come fanno le madri single, quelle che sono single sempre?
Spero per loro che abbiano tutte qualcuno che dà loro una mano, una babysitter, un'amica, un fratello.
Magari anche più di una persona.
E comunque hanno tutta la mia stima.
Io non so se sopravviverei. O forse sì, sicuramente sì, perchè per i miei figli sopravviverei eccome, e farei quanto di meglio posso. Ma, ecco, non so in che condizioni sopravviverei.
giovedì 11 ottobre 2018
Amore è...l'agenda delle emergenze
Nei periodi di stress, io e il Filosofo...va che scoperta, ci stressiamo.
Da soli e tra di noi. Dopotutto siamo praticamente da soli, non abbiamo intorno una famiglia che ci sostenga, emotivamente o fisicamente.
E quindi finisce che per quanto ci proviamo, alla fine ci troviamo spesso a discutere di problemi e paure varie.
Lui fa del suo meglio, a modo suo, e io a modo mio.
Io cerco di lasciar correre se ha uscite un po' moleste che capisco dettate dal momento, o se mi sembra che esageri in severità con Topo (magari ne parliamo dopo, mai sul momento, questo è un patto reciproco sempre rispettato).
E sto cercando di occuparmi di un lato per lui importante, ma che contemporaneamente non riesce a gestire.
La terrificante questione dell'ORGANIZZAZIONE DOMESTICA.
Io non sono una persona organizzata.
Io sarei e sono disordinata.
Per arginare tutto questo, ho dalla mia il carattere piuttosto frugale.
Se no vivremmo in un bazar.
E quindi molto e costante decluttering, una specie di minimalismo che non lo è perchè io di buon gusto ne ho poco e quindi più frugalità e semplicità che altro.
E tentativi costanti di rendere la situazione gestibile in modo il più possibile semplice e comodo.
Ho il planning mensile degli impegni di tutti sulla porta, ho il raccoglitore coi documenti "in uso" e quelli con le cose archiviate.
E adesso sto realizzando il mio ultimo nato, ispirato da un'amica: una specie di AGENDA DELLE EMERGENZE.
Che poi la chiamo così ma è solo un portalistini.
E dentro ci sto mettendo un po' di documenti e dati che penso che potrebbero servire a me o al Filosofo.
Copie dei documenti di tutti, patenti, gruppo sanguigno.
Documenti della casa e delle auto, assicurazioni.
Poi ho aggiunto un foglio che devo sistemare via via, che ho scritto come gesto d'amore nel caso in cui qualcosa dovesse andare veramente male per me.
Perchè se muoio, il Filosofo certe cose non sa neanche dove sono.
Mica ori o gioielli, ho solo la fede nuziale...ma per esempio le password per accedere al sito del miur e aggiornare i suoi dati, quelle per vedere se gli accreditano lo stipendio, il fascicolo elettronico dei bambini..cose così, non vitali ma molto utili per non dover perdere tempo.
E ho aggiunto un paio di indicazioni, perchè se morissi all'improvviso..io certi riti funebri non li vorrei, per esempio. E vorrei che per lui fosse facile decidere in fretta senza dover prendere decisioni o ascoltare gente che dà opinioni. Perchè avrebbe la mia, già scritta.
Quando gliene ho parlato sul momento non ha detto nulla, ha solo preso atto.
Ieri mi ha detto che gli fa un po' impressione, quel documento, ma che in generale apprezza la mia fatica, il mio sforzo di uscire dal caos mentale e fisico che tendiamo a portarci dietro.
Un gesto d'amore capito, insomma. E questo mi fa felice.
Da soli e tra di noi. Dopotutto siamo praticamente da soli, non abbiamo intorno una famiglia che ci sostenga, emotivamente o fisicamente.
E quindi finisce che per quanto ci proviamo, alla fine ci troviamo spesso a discutere di problemi e paure varie.
Lui fa del suo meglio, a modo suo, e io a modo mio.
Io cerco di lasciar correre se ha uscite un po' moleste che capisco dettate dal momento, o se mi sembra che esageri in severità con Topo (magari ne parliamo dopo, mai sul momento, questo è un patto reciproco sempre rispettato).
E sto cercando di occuparmi di un lato per lui importante, ma che contemporaneamente non riesce a gestire.
La terrificante questione dell'ORGANIZZAZIONE DOMESTICA.
Io non sono una persona organizzata.
Io sarei e sono disordinata.
Per arginare tutto questo, ho dalla mia il carattere piuttosto frugale.
Se no vivremmo in un bazar.
E quindi molto e costante decluttering, una specie di minimalismo che non lo è perchè io di buon gusto ne ho poco e quindi più frugalità e semplicità che altro.
E tentativi costanti di rendere la situazione gestibile in modo il più possibile semplice e comodo.
Ho il planning mensile degli impegni di tutti sulla porta, ho il raccoglitore coi documenti "in uso" e quelli con le cose archiviate.
E adesso sto realizzando il mio ultimo nato, ispirato da un'amica: una specie di AGENDA DELLE EMERGENZE.
Che poi la chiamo così ma è solo un portalistini.
E dentro ci sto mettendo un po' di documenti e dati che penso che potrebbero servire a me o al Filosofo.
Copie dei documenti di tutti, patenti, gruppo sanguigno.
Documenti della casa e delle auto, assicurazioni.
Poi ho aggiunto un foglio che devo sistemare via via, che ho scritto come gesto d'amore nel caso in cui qualcosa dovesse andare veramente male per me.
Perchè se muoio, il Filosofo certe cose non sa neanche dove sono.
Mica ori o gioielli, ho solo la fede nuziale...ma per esempio le password per accedere al sito del miur e aggiornare i suoi dati, quelle per vedere se gli accreditano lo stipendio, il fascicolo elettronico dei bambini..cose così, non vitali ma molto utili per non dover perdere tempo.
E ho aggiunto un paio di indicazioni, perchè se morissi all'improvviso..io certi riti funebri non li vorrei, per esempio. E vorrei che per lui fosse facile decidere in fretta senza dover prendere decisioni o ascoltare gente che dà opinioni. Perchè avrebbe la mia, già scritta.
Quando gliene ho parlato sul momento non ha detto nulla, ha solo preso atto.
Ieri mi ha detto che gli fa un po' impressione, quel documento, ma che in generale apprezza la mia fatica, il mio sforzo di uscire dal caos mentale e fisico che tendiamo a portarci dietro.
Un gesto d'amore capito, insomma. E questo mi fa felice.
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