Da anni non desidero imporre la vista del mio corpo nudo a nessuno, né agli estranei in spiaggia né a persone conosciute.
mercoledì 20 gennaio 2021
tempo che passa
Da anni non desidero imporre la vista del mio corpo nudo a nessuno, né agli estranei in spiaggia né a persone conosciute.
giovedì 31 dicembre 2020
realtà
Nei film le donne quando sono depresse mangiano lardo fritto nello strutto. Bevendo vodka liscia. E restano fregne.
Io a Capodanno finocchi lessi e pollo alla piastra. Con acqua.
E assomiglio a Bombolo.
Ah, la vita...
venerdì 13 novembre 2020
Autunno
Proseguiamo, le settimane sembrano volare mentre i giorni sono lunghi e pieni. E' molto strano.
Ogni tanto ripenso al primo lockdown, ora che attendiamo il secondo.
E' stato a marzo, Topo stava per compiere 5 anni e Patato aveva due anni e mezzo. Quanto è cresciuto il piccolo, in quei mesi. Quanto sono cresciuti entrambi, come fratelli.
E ora ha quasi 3 anni e mezzo, lui, e il fratello tra poco farà i 6.
E mi sembra già tutto così diverso.
Sarà che me lo aspetto, il passaggio ad arancione e poi a rosso.
Sarà che mi sono premunita di farina e balsamo (per fare la pasta modellabile), sarà che ho un po' di libri operativi cercati con cura, sarà che a 3 e 5 anni...6 mesi fanno tanto. Anche se non so come sarà davvero, come ne usciremo stavolta, sono leggermente meno preoccupata, ora, per la salute mentale di tutti. Forse perchè ancora non ci siamo, nel rosso.
Non lo so. So che sono stanca e tesa più spesso di quanto vorrei, ma nel frattempo è bello vederli così felici di andare a scuola. E andare io, a scuola.
lunedì 21 settembre 2020
Settembre
Settembre è sempre il mese del ricominciare, no?
L'agenda vuota da riempire prima con ordine e poi con crescente casino è sempre stata un piacere.
Settembre.
TOPO ha ricominciato nella sua vecchia scuola, FINALMENTE per l'ULTIMO anno.
Anche perchè non è che abbiamo cominciato benissimo.
Lo so che è un bambino vivace, e anche parecchio chiacchierone. E a volte lo trovo anche immaturo, in contrasto con la sua intelligenza che a volte mi lascia senza parole.
Però...però è stato già MESSO FUORI DALLA PORTA dalla maestra. Il che, alla scuola dell'infanzia, mi fa molto scuola gentiliana. E io ci lavoro, all'infanzia.
Vedremo come procede, per il momento osservo.
PATATO ha cominciato in un'altra scuola, ca va sans dire, non lo avrei mandato in un posto da cui non vedo l'ora di tirar fuori l'altro.
Non che ci vada volentierissimo, sarà che siamo in inserimento e purtroppo devo farlo entrare dopo due ore che stiamo insieme io e lui, ma mi dice che non ci vuole andare.
Però poi entra, con la faccia un po' seria, e insomma...so che dopo qualche minuto è già tutto passato.
Da giovedi potrà andare per tutta la mattina, e non solo dalle 10 al pranzo,e questo aiuterà sicuramente perchè andremo a scuola tutti e via.
Insomma, è settembre e stiamo ricominciando.
Le maestre di Topo non le vedo mai, non posso entrare e fermandomi sul portone esterno vedo solo la bidella, al contrario Patato entra da un cortile nel quale posso entrare anch'io, il che rende il passaggio più facile.
Anche perchè cominciano già i primi casi di virus in altre scuole, e non siamo pronti per quando arriverà da noi.
Non so, è settembre...ma è un inizio molto strano.
venerdì 24 luglio 2020
la fine del nido. E di un'epoca.
Sarà che le cose si sono concluse un po' freddine, per via di mancanza di professionalità della titolare, sarà che avevo Patato piccolino da gestire e che Topo a 3 anni e mezzo era prontissimo per andare.
Sarà che quest'anno il nido lo abbiamo vissuto poco, sarà che Patato deve ancora fare 3 anni ed è pure così bassetto rispetto al suo fratellone lunghissimo che pare più piccolo.
Sarà che le educatrici mi hanno dato la scatola con dei lavori bellissimi, sarà...
Sarà che è il mio ULTIMO asilo nido, e sarà che col nido si chiude una fase importante di prima infanzia.
Patato comincerà la SCUOLA dell'infanzia, e io ci lavoro e lo so che è diverso.
Cambia tutto. Non sarà più nell'ambiente "nidoso" dell'asilo nido (i nomi sono molto rappresentantivi in questo caso), ma sarà a scuola.
E' tutto diverso, per lui....e per me che ora...non so...mi sento come se davvero si chiudesse un'epoca importante.
Sarà questo e quello, sarà anche che nella mia vita personale stanno cambiando irreversibilmente alcune cose.
Ma insomma. Ho lasciato Patato, ho preso la scatola. Sono arrivata in macchina, l'ho aperta. E sono scoppiata a piangere. Ecco.
domenica 5 luglio 2020
esistenza
Diciamo che è più una voglia, un desiderio sempre più presente.
Nella realtà quotidiana non ho ancora uno status di individuo a sè stante, se non per una mezz'ora un'ora al giorno.
E la cosa è pesante. A volte mi ritrovo a pensare a settembre come a un miraggio, sperando che non si riveli davvero tale, perchè ho bisogno di avere di nuovo un po' di spazio vero.
Correre (o insomma corricchiare) è già una grandissima (e sudatissima) cosa, ma mi piacerebbe avere anche il tempo di una doccia da sola, di fare un altro bel giro di decluttering che mi fa sempre star bene, di passeggiare, di fare una telefonata.
I bambini sono totalizzanti, se li lascio fare si espandono come gas occupando tutto l'ambiente circostante.
Giocano tra di loro, anche, e di questo ringraziamo l'evoluzione e il fatto che la piccola belva cresce e diventa sempre più "appetibile" per il grande.
Ma sono anche tanto tanto richiedenti. Tanto.
martedì 23 giugno 2020
cosa succede
E' tutto un po' strano, a volte molto strano.
Ci sono sacche di quasi normalità, persone che chiacchierano, i bambini che giocano.
Riaprono i centri estivi, e grazie al contributo comunale ce la possiamo fare...non chissà quanti giorni, ma insomma un paio di settimane, tanto per staccarci un po', tutti, almeno per qualche ora.
E' necessario.
A me, sicuramente. Ma anche agli altri tre, che ne sono meno consapevoli.
Dopo 5 anni, 6 se consideriamo la gravidanza, ricomincio, piano, a esistere.
Ho curato i denti, ho prenotato un paio di visite specialistiche, e faccio questa cosa che chiamo correre.
p.s. mentre scrivo, nella mia mezz'ora quotidiana di pace, sento i bambini che, a turno o insieme, si lamentano e piangono. Sento anche diversi tonfi.
Considerando che sono nella sala con il padre, sala arredata solo con la libreria e un divano modulare...tutto nella norma.
E se esistesse un centro estivo anche per i mariti, ce lo manderei, maledetto lavoro da casa.