L'estate scorsa molte amichette di Topo si spannolinavano.
A due anni e mezzo. In tre giorni, e cazzi vari.
Topo NON era pronto. Peraltro io stavo per partorire, non mi sembrava il momento migliore per chiedergli di crescere ANCHE da quel punto di vista.
E così, ho pensato di aspettare.
Siamo arrivati intorno a Natale, a quasi 3 anni di Topo.
Che si nascondeva per fare la cacca e dopo non voleva mai essere cambiato. Un delirio.
E così a GENNAIO, metà gennaio, io ho deciso che era il momento di provare il famoso...spannolinamento.
Non mi aspettavo di farlo in tre giorni, ma non sapevo in realtà cosa aspettarmi.
Le dade del nido non mi sono state di aiuto, la responsabile ha avviato una politica di "assumiamo personale inesperto che lo pago meno" e non aveva voglia di impegnarsi in uno spannolinamento invernale, a detta sua praticamente il male puro.
Ma il problema restava.
Così abbiamo cominciato comunque.
A casa niente pannolino, a scuola mutanda pannolino per il primo mese.
Gran stronzata, a parer mio, ma tant'è.
Ho comprato al mercato una ventina di mutande, avevamo vasino e riduttore pronti.
E abbiamo cominciato.
Spiegando a Topo cosa stava succedendo, eh?
E andando in bagno sul vasino ogni 20 minuti.
I primi due giorni non abbiamo MAI azzeccato il momento giusto. Si è fatto pipì addosso almeno 20 volte, in 2 giorni. Forse di più.
Teneva il pannolino per il sonno pomeridiano e notturno.
La prima settimana è passata così, al nido una certa resistenza, a casa si proseguiva con risultati molto scarsi.
Festeggiamenti a ogni pipì nel vasino.
Cacca sempre addosso ma quella non la contavamo neanche.
Ho cominciato poi, di testa mia, una cosa che non so quanto sia valida ma per noi ha funzionato!
Un foglio, con una serie di caselle.
prima 5. Poi 10. Poi 15. E alla fine delle caselle, in ogni foglio, un gelato disegnato.
Il premio per le pipì nel vasino o nel water.
Ogni 2 ore circa lo portavo in bagno (primi giorni ogni 20 minuti, poi mezz'ora, poi un'ora).
arrivati a 15 pipì siamo passati a 20...e poi niente più premi, solo festeggiamenti.
Per arrivare a così tante pipì nel vasino ci è voluto tanto...non ricordo quanto.
Settimane a dirgli "devi fare pipì? Ti scappa? Devi andare in bagno? Facciamo pipì?"
E così via...
Ricordo che a marzo, per il suo compleanno, al nido andava con le mutande, ma lì (e io credo c'entrasse lo scazzo per il mio aver voluto cominciare) lo aiutavano poco.
A casa ormai un certo ritmo c'era, al nido no.
Va bhe. In pochi giorni poi anche al nido la situazione è cambiata e Topo ha cominciato a dire quando doveva fare pipì. Da solo.
E a cominciato poi anche a farla solo in piedi, fregandosene del vasino.
Per la cacca si rifugiava in giro per casa, chiedendo espressamente di farla nelle mutande.
Nel frattempo niente pannolino per il pisolo pomeridiano, un incidente ogni tanto nel sonno, ma pochi pochi.
Poi una sera...cacca nella doccia. Durante la doccia.
Mi viene un'idea. La sera dopo, mi dice che deve fare cacca e gli chiedo se vuole farla nella doccia. Chiuso dentro e da solo.
Mi dice di sì.
Bene. Comincia il periodo "cacca in doccia".
Anche questo rinforzato coi premi (5,10, 15)
Che è durato un paio di mesi. Io gli proponevo il water, ogni tanto provava ma no, non andava.
Una sera, a metà maggio, gli ho detto "amore la doccia mi serve per lavare Patato, puoi fare cacca nel water se ti scappa adesso?"
Risposta "certo mamma".
E da allora...cacca nel water. Anche qui..premi (ogni 10 cacche, ora siamo a ogni 20. E' il secondo giro da 20 cacche...e direi che con questo chiudiamo.
Anche perchè a forza di pipì e cacche si è "guadagnato" una bella collezione di libri di Winnie the witch, e ormai è tutto ben avviato e collaudato.
Per il pannolino notturno ci penseremo poi.
Ogni tanto di notte si sveglia e vuole fare pipi nel water, ma più spesso la fa addosso. Di certo io non ho fretta.
Ah, dimenticavo. in questi mesi mi hanno detto di tutto.
Che dovevo sgridarlo. Punirlo.
Che se non riuscivo in 3 giorni avevo un problema io. O lo aveva lui.
Che dovevo fargli lavare le sue mutande sporche (periodo cacca solo addosso).
Io non ho fatto nulla di tutto questo. Anche se un paio di volte in caso di pipì addosso dopo che gli avevo appena chiesto "andiamo a farla?" mi sono un po' spazientita.
Mi sono anche pentita, ma poi mi sono detta che sono umana e che capita.
E questa, insomma, è la nostra lunga storia d'amore con il pannolino. Una storia che non è ancora finita. Ma che, ho fiducia, finirà.
domenica 17 giugno 2018
domenica 10 giugno 2018
Di corsa. 9 mesi. Camminate. Pensieri sparsi
Come sempre riesco ad avvicinarmi al pc solo di nascosto e in silenzio e per pochi minuti.
perchè i miei figli sentono nell'aria la vibrazione del mio corpo che sta per sedersi sulla sedia qui davanti allo schermo, e si svegliano. O si fanno male. O hanno bisogno di me "subito adesso mamma è un'emergenza" (che di solito vuol dire che vuole farmi vedere come sa stare in equilibrio sul divano sulla testa).
Colgo l'attimo ora che per un miracolo karmico stanno dormendo contemporaneamente.
Patato ha quasi 10 mesi. Un'enormità.
Ha cambiato faccia di nuovo e, come suo fratello, ha cominciato a camminare a 9 mesi spaccati.
Adesso non gattona neanche quando ha fretta.
Avanza speditissimo sulle sue gambe storte (ma proprio storte) emettendo grida belluine (quando qualcosa o qualcuno si allontana mentre lui cerca di raggiungerlo), gioiose (quando qualcosa qualcuno gli va incontro), stupite (tra sè e sè).
Dicono che un primo figlio chiacchierone ne porta un secondo taciturno.
Al momento Topo è una macchina sempre caricata a chiacchiere, a volte si ferma mentre siamo in giro e mi chiede "ci fermiamo a chiacchierare un po'?".
Patato gorgheggia grida strilla lalla e borbotta tutto il giorno.
Mi domando se le dicerie non siano sbagliate.
Io sto arrivando fritta alla fine di giugno e alla fine dell'anno scolastico.
Dopodichè porteremo i due pargoli al mare per vedere se possiamo risparmiarci notti insonni, giorni orrendi e miliardi spesi in cure per raffreddori otiti mal di gola...
Siamo stati al mare 2 giorni e già si vedevano gli effetti (cosa non esce da quei minuscoli nasi!!!). In realtà gli effetti sono visti anche su noi genitori, spappolati.
Non so come usciremo da una vacanza più lunga.
Peraltro la parola vacanza è quantomeno inappropriata...boh mi riposerò di notte, spero, se Patato comincerà a deliziarmi con qualche notte un po' tranquilla.
Ormai lo svezzamento è totale, da più di un mese niente più seno, ogni tanto quando facciamo la doccia insieme Patato guarda le sue due vecchie amiche con aria nostalgica, ma niente di più. La consapevolezza che non allatterò mai più mi ha dato un po' di malinconia, ma anche questa sta sfumando.
Per qualche giorno, forse dopo un colpo di sole, abbiamo persino vagheggiato l'idea di provare a fare il terzo.
Poi abbiamo desistito. Definitivamente, stavolta.
Svariati motivi. A volte quando vedo donne con grandi pancioni girare qua e là mi viene un vago desiderio: ma sono abbastanza consapevole di me stessa da capire che è un desiderio più teorico nostalgico che altro. E soprattutto...il vago desiderio del pancione...non c'entra un cavolo con l'avere poi un terzo figlio FUORI dal pancione.
E insomma. Che altro?
Topo è totalmente e felicemente e DIURNAMENTE spannolinato.
Ma di questo vorrei parlare per bene.
per raccontare che esistono anche gli spannolinamenti lunghi, non veloci, e non precoci. Che a leggere i forum pare che se a due anni non l'hai ancora fatto tu e tuo figlio avete dei grossi problemi.
Il trasloco procede. Cambiamo casa, facendo uno scambio con i miei, i quali in seguito a problemi fisici di mio padre e alla mobilità ridotta di mia madre...ci cedono una casa più spaziosa della nostra e vengono qui. Dove in due io e il Filosofo siamo stati bene per anni.
Il trasloco è a carico mio , sia il nostro che il loro, e non è una roba leggera. Ma comincio a vedere la luce in fondo al tunnel. Anche perchè non è tanto la nostra roba il problema..quanto far stare tutto il mondo di mia madre in un appartamento normale...lasciamo stare.
Diciamo solo che il mio minimalismo assoluto in quanto a vestiti oggetti scarpe e varie...paga eccome!
perchè i miei figli sentono nell'aria la vibrazione del mio corpo che sta per sedersi sulla sedia qui davanti allo schermo, e si svegliano. O si fanno male. O hanno bisogno di me "subito adesso mamma è un'emergenza" (che di solito vuol dire che vuole farmi vedere come sa stare in equilibrio sul divano sulla testa).
Colgo l'attimo ora che per un miracolo karmico stanno dormendo contemporaneamente.
Patato ha quasi 10 mesi. Un'enormità.
Ha cambiato faccia di nuovo e, come suo fratello, ha cominciato a camminare a 9 mesi spaccati.
Adesso non gattona neanche quando ha fretta.
Avanza speditissimo sulle sue gambe storte (ma proprio storte) emettendo grida belluine (quando qualcosa o qualcuno si allontana mentre lui cerca di raggiungerlo), gioiose (quando qualcosa qualcuno gli va incontro), stupite (tra sè e sè).
Dicono che un primo figlio chiacchierone ne porta un secondo taciturno.
Al momento Topo è una macchina sempre caricata a chiacchiere, a volte si ferma mentre siamo in giro e mi chiede "ci fermiamo a chiacchierare un po'?".
Patato gorgheggia grida strilla lalla e borbotta tutto il giorno.
Mi domando se le dicerie non siano sbagliate.
Io sto arrivando fritta alla fine di giugno e alla fine dell'anno scolastico.
Dopodichè porteremo i due pargoli al mare per vedere se possiamo risparmiarci notti insonni, giorni orrendi e miliardi spesi in cure per raffreddori otiti mal di gola...
Siamo stati al mare 2 giorni e già si vedevano gli effetti (cosa non esce da quei minuscoli nasi!!!). In realtà gli effetti sono visti anche su noi genitori, spappolati.
Non so come usciremo da una vacanza più lunga.
Peraltro la parola vacanza è quantomeno inappropriata...boh mi riposerò di notte, spero, se Patato comincerà a deliziarmi con qualche notte un po' tranquilla.
Ormai lo svezzamento è totale, da più di un mese niente più seno, ogni tanto quando facciamo la doccia insieme Patato guarda le sue due vecchie amiche con aria nostalgica, ma niente di più. La consapevolezza che non allatterò mai più mi ha dato un po' di malinconia, ma anche questa sta sfumando.
Per qualche giorno, forse dopo un colpo di sole, abbiamo persino vagheggiato l'idea di provare a fare il terzo.
Poi abbiamo desistito. Definitivamente, stavolta.
Svariati motivi. A volte quando vedo donne con grandi pancioni girare qua e là mi viene un vago desiderio: ma sono abbastanza consapevole di me stessa da capire che è un desiderio più teorico nostalgico che altro. E soprattutto...il vago desiderio del pancione...non c'entra un cavolo con l'avere poi un terzo figlio FUORI dal pancione.
E insomma. Che altro?
Topo è totalmente e felicemente e DIURNAMENTE spannolinato.
Ma di questo vorrei parlare per bene.
per raccontare che esistono anche gli spannolinamenti lunghi, non veloci, e non precoci. Che a leggere i forum pare che se a due anni non l'hai ancora fatto tu e tuo figlio avete dei grossi problemi.
Il trasloco procede. Cambiamo casa, facendo uno scambio con i miei, i quali in seguito a problemi fisici di mio padre e alla mobilità ridotta di mia madre...ci cedono una casa più spaziosa della nostra e vengono qui. Dove in due io e il Filosofo siamo stati bene per anni.
Il trasloco è a carico mio , sia il nostro che il loro, e non è una roba leggera. Ma comincio a vedere la luce in fondo al tunnel. Anche perchè non è tanto la nostra roba il problema..quanto far stare tutto il mondo di mia madre in un appartamento normale...lasciamo stare.
Diciamo solo che il mio minimalismo assoluto in quanto a vestiti oggetti scarpe e varie...paga eccome!
venerdì 18 maggio 2018
Sordità rinogena.
Il nostro primo
incontro è stato l’estate 2017. O forse la primavera, non sono
sicura del mese.
Perchè le cose
erano cominciate prima, ma io non me ne ero accorta.
E di questo mi sento in colpa, anche se mi rendo conto che non si può sapere tutto.
E di questo mi sento in colpa, anche se mi rendo conto che non si può sapere tutto.
Però non posso non
pensare che avrei dovuto sapere capire intuire indovinare.
Insomma, era estate,
l’estate dei due anni di Topo, e lui correva nel parco qua e là, e
andava svelto già con la sua biciclettina.
E non si fermava,
quando lo chiamavo. Dovevo urlare.
E ripetere le cose un mucchio di volte.
Non era mica l’unico, eh?
Solo che davvero, c’era da strillare.
E a volte sembrava che mi prendesse in giro. Che ci prendesse in giro. Perchè chiedeva di ripetere, come se non stesse mai ad ascoltarti quando gli parlavi.
E parlava tantissimo. Ma non bene. Conosceva un sacco di parole, ma i suoi discorsi si capivano a fatica. Capiva tutto, alla seconda o terza volta in cui gli ripetevi.
Una sera, in casa c’era silenzio. E al suo terzo “eh?” di fronte a una frase normalissima e breve, si è avvicinato a me. Avvicinato guardandomi in faccia, guardandomi le labbra.
E io e il Filosofo finalmente abbiamo aperto gli occhi.
O meglio, è stato il Filosofo, che per un attimo si è innervosito all’ennesimo dover ripetere e poi si è chiesto “ma non è che NON SENTE???”.
E così abbiamo cominciato le prove casalinghe. Parlargli standogli di fianco o alle spalle. Usare toni di voce diversi.
E sembrava che avessimo ragione. Non sentiva.
A questo punto era settembre 2017, con qnche un minuscolo Patatp appena arrivato e il caos e tutto quel che ne consegue.
E ripetere le cose un mucchio di volte.
Non era mica l’unico, eh?
Solo che davvero, c’era da strillare.
E a volte sembrava che mi prendesse in giro. Che ci prendesse in giro. Perchè chiedeva di ripetere, come se non stesse mai ad ascoltarti quando gli parlavi.
E parlava tantissimo. Ma non bene. Conosceva un sacco di parole, ma i suoi discorsi si capivano a fatica. Capiva tutto, alla seconda o terza volta in cui gli ripetevi.
Una sera, in casa c’era silenzio. E al suo terzo “eh?” di fronte a una frase normalissima e breve, si è avvicinato a me. Avvicinato guardandomi in faccia, guardandomi le labbra.
E io e il Filosofo finalmente abbiamo aperto gli occhi.
O meglio, è stato il Filosofo, che per un attimo si è innervosito all’ennesimo dover ripetere e poi si è chiesto “ma non è che NON SENTE???”.
E così abbiamo cominciato le prove casalinghe. Parlargli standogli di fianco o alle spalle. Usare toni di voce diversi.
E sembrava che avessimo ragione. Non sentiva.
A questo punto era settembre 2017, con qnche un minuscolo Patatp appena arrivato e il caos e tutto quel che ne consegue.
Abbiamo chiesto alla
pediatra una visita. Le abbiamo spiegato i dubbi.
Ha detto di fare delle indagine.
L’esame da fare si chiama ESAME AUDIOMETRICO CONDIZIONATO INFANTILE.
Ha detto di fare delle indagine.
L’esame da fare si chiama ESAME AUDIOMETRICO CONDIZIONATO INFANTILE.
Ho cominciato a
telefonare.
L’ASL qui non lo
fa.
La pediatra dice di provare con medici privati.
Li chiamo TUTTI. Nessuno tratta bambini così piccoli, l’esame per i bambini richiede un tipo di attrezzatura speciale, perché l’esame va fatto con la collaborazione del bambino e non è una cosa da poco, con bambini sono i tre anni.
Continuo a telefonare.
Telefono al cup regionale. Mi dicono, dopo lunghi minuti, di attendere. Mi passano un numero. Telefono. Mi dicono che non è quello giusto. Di chiamare il Sant’Orsola. Chiamo. arriviamo quasi alla prenotazione poi mi dicono “lei non risiede a Bologna. non facciamo prenotare chi non risiede a Bologna. Chiami la libera professione”.
La pediatra dice di provare con medici privati.
Li chiamo TUTTI. Nessuno tratta bambini così piccoli, l’esame per i bambini richiede un tipo di attrezzatura speciale, perché l’esame va fatto con la collaborazione del bambino e non è una cosa da poco, con bambini sono i tre anni.
Continuo a telefonare.
Telefono al cup regionale. Mi dicono, dopo lunghi minuti, di attendere. Mi passano un numero. Telefono. Mi dicono che non è quello giusto. Di chiamare il Sant’Orsola. Chiamo. arriviamo quasi alla prenotazione poi mi dicono “lei non risiede a Bologna. non facciamo prenotare chi non risiede a Bologna. Chiami la libera professione”.
Chiamo.
Mi dicono che questo esame non esiste. Mi metto a piangere al telefono. Esasperata. Mi dicono che l’esame in libera professione non lo prenotano, di chiamare il Cup regionale.
Torno dalla pediatra. Mi dice di insistere a chiamare Bologna.
Richiamo, risultati zero, se non sei di Bologna puoi morire.
Chiamo ancora tutti i privati, anche a Bologna. Nessuno.
Alla fine mi sposto, chiamo ancora, ma altrove. Ecco, troviamo un ospedale che fa questo esame. Appuntamento un mese dopo.
Mi dicono che questo esame non esiste. Mi metto a piangere al telefono. Esasperata. Mi dicono che l’esame in libera professione non lo prenotano, di chiamare il Cup regionale.
Torno dalla pediatra. Mi dice di insistere a chiamare Bologna.
Richiamo, risultati zero, se non sei di Bologna puoi morire.
Chiamo ancora tutti i privati, anche a Bologna. Nessuno.
Alla fine mi sposto, chiamo ancora, ma altrove. Ecco, troviamo un ospedale che fa questo esame. Appuntamento un mese dopo.
Aspettiamo il mese.
Con una paura terribile di scoprire cose terribili.
Appuntamento alle
9.30 del mattino. Lascio un minuscolo Patato con suo padre e io e
Topo partiamo.
In ospedale gli
dicono che gli faranno un piccolo esame non doloroso. Ok. Gli fanno
male, ma dicono che capita. Lui si consola, aspettiamo
ancora.
Finalmente l’esame audiometrico, occorre la sua collaborazione e Topo è bravissimo. Collabora, è paziente, è attento.
Finalmente l’esame audiometrico, occorre la sua collaborazione e Topo è bravissimo. Collabora, è paziente, è attento.
Risultati:
TIMPANOGRAMMA BILATERALMENTE PIATTO. PERDITA DI UDITO DI CIRCA IL
40%.
Dobbiamo passare dall’otorino.
Sono le 10.45 e Topo è stanco.
L’otorino SI DIMENTICA di noi. Alle 12.30 stremata blocco la tizia che fa la prima accoglienza, la quale mi dice che l’otorino...boh...era uscito per un caffè. Lo chiamano. si era dimenticato ed era andato a fare i cazzi suoi a pranzo.
Torna, scocciato.
Dice a Topo di
pazientare. Topo pazienta.
Poi gli infilano nel
naso il tubo per la FIBROSCOPIA.
E all’inizio tutto
bene, poi comincia a urlare perché gli fa male e io devo sdraiarmi
SOPRA DI LUI praticamente, per tenerlo giù. Mentre implora di
smettere.
Un momento
lunghissimo e orribile.
Diagnosi finale, SORDITA’ RINOGENA.
Diagnosi finale, SORDITA’ RINOGENA.
Cure...cure termali, lavaggi, aerosol, ma se non migliora bisognerà capire se operare alle adenoidi o che cazzo di altro fare per la sordità.
A questo punto
abbiamo fatto le cure termali..la cura col cortisone e tutto il
resto.
Dopo due mesi di
nuovo esami e test audiometrico.
Timpanogramma piatto bilaterale. Sordità uguale.
Timpanogramma piatto bilaterale. Sordità uguale.
Nel frattempo Topo
parla parla ma non sentendo...parla male. L’otorino ci dice che
Topo è un miracolo di bravura, a parlare tanto nonostante il sentire
così male.
Sento una logopedista (col parere contrario di mia suocera...a cui mio marito l’ha detto...perchè secondo lei “lui è intelligente e può fare da solo”).
La logopedista lo vede. Lo ascolta. Lo testa.
Sento una logopedista (col parere contrario di mia suocera...a cui mio marito l’ha detto...perchè secondo lei “lui è intelligente e può fare da solo”).
La logopedista lo vede. Lo ascolta. Lo testa.
Mi dice, anche lei,
che visti i suoi test, Topo è bravissimo. Grazie, mamma commossa.
Mi dice anche che Topo ha bisogno di tanto lavoro, che gli mancano tanti fonemi. che bisogna lavorare già ora perché se no resterà troppo indietro poi.
Mi dice anche che Topo ha bisogno di tanto lavoro, che gli mancano tanti fonemi. che bisogna lavorare già ora perché se no resterà troppo indietro poi.
Non esco serena da
questo incontro.
Chissà che mi pensavo...forse che mi avrebbe detto che in realtà il problema era minimo, niente di che, signora lei esagera.
Mi sono sentita una merda, una madre del cazzo che non sa proteggere suo figlio e capire quando ha bisogno di aiuto.
Chissà che mi pensavo...forse che mi avrebbe detto che in realtà il problema era minimo, niente di che, signora lei esagera.
Mi sono sentita una merda, una madre del cazzo che non sa proteggere suo figlio e capire quando ha bisogno di aiuto.
Ma tant’è. Serve
logopedia.
Mi sono attivata. Ci siamo attivati: abbiamo trovato i soldi, incastrato i tempi e cominciato.
Topo è sempre stato molto bravo e molto collaborativo, devo dire.
E nell’arco di un paio di mesi abbiamo visto grandi miglioramenti.
Mi sono attivata. Ci siamo attivati: abbiamo trovato i soldi, incastrato i tempi e cominciato.
Topo è sempre stato molto bravo e molto collaborativo, devo dire.
E nell’arco di un paio di mesi abbiamo visto grandi miglioramenti.
Poi abbiamo rifatto
le cure termali, e nel frattempo c’è stato il corso di “musica e
movimento”, frequentato solo grazie agli angeli custodi di questo
blog!
Anche quello è stato utilissimo perché lo ha aiutato a concentrarsi nel sentire e nell’ascoltare, oltre che ad articolare alcuni suoni giocando.
Meraviglioso.
Dopodichè...tra malattie varie, nuovo ciclo di cure termali.
Stavolta con anche il politzer, che Topo ha affrontato senza neanche una lacrima (e qui è stata l’infermiera a dirmi stupita questa cosa, che niente lacrime meritava grande stupore per il fastidio che dà).
Topo è sempre estremamente collaborativo con i dottori, forse il suo imprinting neonatale con l’UTIN e tutto il resto gli ha lasciato l’idea che con i medici bisogna averci a che fare e non si scappa, non so.
Anche quello è stato utilissimo perché lo ha aiutato a concentrarsi nel sentire e nell’ascoltare, oltre che ad articolare alcuni suoni giocando.
Meraviglioso.
Dopodichè...tra malattie varie, nuovo ciclo di cure termali.
Stavolta con anche il politzer, che Topo ha affrontato senza neanche una lacrima (e qui è stata l’infermiera a dirmi stupita questa cosa, che niente lacrime meritava grande stupore per il fastidio che dà).
Topo è sempre estremamente collaborativo con i dottori, forse il suo imprinting neonatale con l’UTIN e tutto il resto gli ha lasciato l’idea che con i medici bisogna averci a che fare e non si scappa, non so.
E finalmente
ennesimo test audiometrico...che dice...evvivaaaa, Topo ha recuperato
molta parte dell’udito. Il timpanogramma da un lato è piatto,
dall’altro si muove ma non è la curva giusta. Ma ci arriveremo, e
intanto ci godiamo il fatto che sente meglio.
E che, a sentire la logopedista, ancora 2 o 3 incontri e poi possiamo interrompere perché sta andando benissimo.
E che, a sentire la logopedista, ancora 2 o 3 incontri e poi possiamo interrompere perché sta andando benissimo.
E’ una storia in
divenire, adesso con gli ultimi cambi di clima si è raffreddato e di
nuovo sente meno, ma adesso sappiamo come muoverci e come aggredire
il catarro.
E sappiamo come
lavorare sul linguaggio (ormai parla quasi chiaramente del
tutto..soprattutto se non ha troppa fretta. E parla tantissimo, come
sempre!).
Non so quando
potremo dirci davvero fuori da questo discorso della sordità
rinogena, ma da quando abbiamo cominciato ad affrontare la cosa mi
sono sentita meglio. Odiavo il senso di impotenza.
Che altro dire.
Che a volte non si nota subito.
Che a volte noi insegnanti ce ne accorgiamo (mi è capitato quest’anno) che i bimbi hanno già 4 o 5 anni, che qualcosa non torna nel linguaggio. E magari è proprio legato, all’origine, alla sordità rinogena.
Che altro dire.
Che a volte non si nota subito.
Che a volte noi insegnanti ce ne accorgiamo (mi è capitato quest’anno) che i bimbi hanno già 4 o 5 anni, che qualcosa non torna nel linguaggio. E magari è proprio legato, all’origine, alla sordità rinogena.
Che quando si hanno
dubbi è meglio insistere un po’ con la pediatra o il pediatra, e
magari farsi prescrivere un test audiometrico (anche se è un’odissea
averlo, insistete).
Che a volte non è
che una madre è sempre una demente apprensiva.
Che un bambino a quasi tre anni capisce benissimo se qualcosa non va e se glielo si spiega, che deve andare dalla logopedista perché lei sa come si dicono bene tutte le parole, poi lui ci va anche contento, perché vuole farsi capire quando parla.
Che un bambino a quasi tre anni capisce benissimo se qualcosa non va e se glielo si spiega, che deve andare dalla logopedista perché lei sa come si dicono bene tutte le parole, poi lui ci va anche contento, perché vuole farsi capire quando parla.
Che adesso, anche
quando ci sono le ricadute, le cose vanno meglio in questo senso e
per me è una gioia infinita.
martedì 24 aprile 2018
Crollo
Dicevo che ero stanca, giusto?
Che ero mooooolto stanca.
Che ero giù.
Che ero mooooolto giù.
Ma ero stanca morta e quindi ero giù, o ero giù e mi si sono depresse le difese immunitarie?
Non lo so.
So che ho avuto febbrona, mal di gola, raffreddore, mal di testa mostruoso, cervicale impazzita.
Improvvisamente. Da sabato mattina.
Tutto questo di sabato, con i bambini a casa, mi pare giusto.
il giorno dell'open day dei nidi, ca va sans dire.
Ho visto i nidi. Ho cucinato. Cucinicchiato.
Finto di giocare con i lego a un gioco strano con un nonno pesce, Hulk e una montagna di tè, ma in realtà capivo ben poco.
Oggi sto meglio. Fisicamente meglio. Moralmente anche. In realtà sono stanca. Stanchissima.
Ho un sonno bestiale. Sono stufa. Stanca. Demolita. Preoccupata.
Ma almeno...comincio a stare meglio.
E continuo ad aver bisogno di una mano,cazzo porca paletta.
Che ero mooooolto stanca.
Che ero giù.
Che ero mooooolto giù.
Ma ero stanca morta e quindi ero giù, o ero giù e mi si sono depresse le difese immunitarie?
Non lo so.
So che ho avuto febbrona, mal di gola, raffreddore, mal di testa mostruoso, cervicale impazzita.
Improvvisamente. Da sabato mattina.
Tutto questo di sabato, con i bambini a casa, mi pare giusto.
il giorno dell'open day dei nidi, ca va sans dire.
Ho visto i nidi. Ho cucinato. Cucinicchiato.
Finto di giocare con i lego a un gioco strano con un nonno pesce, Hulk e una montagna di tè, ma in realtà capivo ben poco.
Oggi sto meglio. Fisicamente meglio. Moralmente anche. In realtà sono stanca. Stanchissima.
Ho un sonno bestiale. Sono stufa. Stanca. Demolita. Preoccupata.
Ma almeno...comincio a stare meglio.
E continuo ad aver bisogno di una mano,
venerdì 20 aprile 2018
troppi
Volevo solo essere diversa da mia madre. Volevo essere una mamma, una mamma adeguata, non fare i suoi errori.
Mi sembra di riuscire solo a farne altri, troppi.
Sono stanca e buia.
Non ho nemmeno voglia di scrivere.
Mi sembra di riuscire solo a farne altri, troppi.
Sono stanca e buia.
Non ho nemmeno voglia di scrivere.
mercoledì 11 aprile 2018
pensieri vari
Amore piccolo, Patato, ha quasi 8 mesi.
Già quasi otto mesi. Ricordo quando Topo indossava quei vestitini (nati in stagioni diverse, ma il riuso è lo stesso. Si fanno risvolti alle maniche e alle gambine, o si facevano allora).
All'attivo già qualche craniata sul pavimento, grande ruggitore e grande amante del tirarsi su in piedi aggrappato a qualsiasi cosa.
Da qualche giorno anche sperimentatore del grande momento "guarda mamma, senza mani", che dura però al massimo 2 secondi. poi si cade sul sedere (di solito. A volte sul fianco. A volte di faccia.).
E' un Patato dolce, già caparbio e determinato, innamorato di suo fratello e sorridente al mondo che gli passa davanti.
Pieno di capelli scuri che tento di tagliare finendo per farlo assumere l'aria di un ananas felice e stupefatto.
Ci sono alcune cosette che un po' mi preoccupano, ma presto avremo visite mediche e potrò spero avere risposte.
Nel frattempo è spuntato un dentino. Affilatissimo.
Io sono stanca. troppo stanca.
Non si stacca mai, tra lavoro coi bambini e bambini a casa.
Nel frattempo si è rotto il nonno, bricononno, l'unico aiuto part time che avevamo.
Nel casino generale, con una nonna semi invalida da gestire e un nonno in riparazione, che non tornerà a piena potenza mi sa.
E' tutto abbastanza delirante, e guardo con ancora maggiore sospetto a quelle donne che ce la fanno perfettamente a gestire più bambini un lavoro una casa dei genitori anziani e a non sembrare fuggite dal manicomio di Arkham. Sospetto che non siano umane. O forse non me lo dicono, ma hanno almeno 2 gemelle che le aiutano. Perchè se loro sono umane io..cosa sono? Boh.
Topo è deliziosamente e faticosamente pronto ad aiutarmi. Sempre. Soprattutto quando il suo aiuto rallenta le cose di brutto. Ma come potrei non farmi aiutare dal mio amore?
L'effetto finale è molto "si aiuti con questo", ma è una tenerezza tale...
Già quasi otto mesi. Ricordo quando Topo indossava quei vestitini (nati in stagioni diverse, ma il riuso è lo stesso. Si fanno risvolti alle maniche e alle gambine, o si facevano allora).
All'attivo già qualche craniata sul pavimento, grande ruggitore e grande amante del tirarsi su in piedi aggrappato a qualsiasi cosa.
Da qualche giorno anche sperimentatore del grande momento "guarda mamma, senza mani", che dura però al massimo 2 secondi. poi si cade sul sedere (di solito. A volte sul fianco. A volte di faccia.).
E' un Patato dolce, già caparbio e determinato, innamorato di suo fratello e sorridente al mondo che gli passa davanti.
Pieno di capelli scuri che tento di tagliare finendo per farlo assumere l'aria di un ananas felice e stupefatto.
Ci sono alcune cosette che un po' mi preoccupano, ma presto avremo visite mediche e potrò spero avere risposte.
Nel frattempo è spuntato un dentino. Affilatissimo.
Io sono stanca. troppo stanca.
Non si stacca mai, tra lavoro coi bambini e bambini a casa.
Nel frattempo si è rotto il nonno, bricononno, l'unico aiuto part time che avevamo.
Nel casino generale, con una nonna semi invalida da gestire e un nonno in riparazione, che non tornerà a piena potenza mi sa.
E' tutto abbastanza delirante, e guardo con ancora maggiore sospetto a quelle donne che ce la fanno perfettamente a gestire più bambini un lavoro una casa dei genitori anziani e a non sembrare fuggite dal manicomio di Arkham. Sospetto che non siano umane. O forse non me lo dicono, ma hanno almeno 2 gemelle che le aiutano. Perchè se loro sono umane io..cosa sono? Boh.
Topo è deliziosamente e faticosamente pronto ad aiutarmi. Sempre. Soprattutto quando il suo aiuto rallenta le cose di brutto. Ma come potrei non farmi aiutare dal mio amore?
L'effetto finale è molto "si aiuti con questo", ma è una tenerezza tale...
venerdì 16 marzo 2018
3 anni d'amore
Avrei voluto aver il
tempo di scrivere qualcosa di bello, ieri.
ieri era il 15 marzo.
3 anni fa l’amore grande della mia vita nasceva. Riguardavo le foto e mi è presa una certa malinconica tenerezza per quel minuscolo cucciolo che ora mi guarda con gli occhioni enormi e i capelli folli sulla testolina che lo fanno sembrare un fiammifero in perpetuo movimento.
ieri era il 15 marzo.
3 anni fa l’amore grande della mia vita nasceva. Riguardavo le foto e mi è presa una certa malinconica tenerezza per quel minuscolo cucciolo che ora mi guarda con gli occhioni enormi e i capelli folli sulla testolina che lo fanno sembrare un fiammifero in perpetuo movimento.
Il mio Topo.
Avrei voluto avere
il tempo di scrivere, ma mercoledì notte Topo ha cominciato a
vomitare. Giovedì mattina ha cominciato anche Patato (e vedere
l’amore piccolo della mia vita così distrutto è orribile).
E oggi siamo qua, con un neo treenne con la febbrina e un quasi settemesenne con febbre e vomito.
E oggi siamo qua, con un neo treenne con la febbrina e un quasi settemesenne con febbre e vomito.
Nel caos totale. Due
adulti con mal di gola e influenza, due bambini con il virus
intestinale e la febbre.
Ma tra una vomitata
e una corsa sul vasino, tra un lavaggino nasale e una rigurgitata a
spruzzo, andiamo avanti.
Ho avuto un momento di crisi, quando li avevo in braccio entrambi, entrambi febbricitanti, entrambi disperati e urlanti che non riuscivo in nessun modo a calmare.
ma pare che il peggio stia passando.
Ho avuto un momento di crisi, quando li avevo in braccio entrambi, entrambi febbricitanti, entrambi disperati e urlanti che non riuscivo in nessun modo a calmare.
ma pare che il peggio stia passando.
Ho rimandato la
festa di Topo, ho chiamato il pasticcere per spostare la super torta
e affittato la saletta per la settimana dopo. Ho rifatto il giro
degli inviti e ricontrollato la lista delle cose da fare.
Ho farcito entrambi i bambini di tachipirina serale, e anche questa notte è passata.
Ho farcito entrambi i bambini di tachipirina serale, e anche questa notte è passata.
Festeggeremo, Topo
mio, festeggeremo.
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